RIFLESSIONE DEL PARROCO

Chi siamo noi per nullificare l’uomo?

Negli ultimi anni, si è avuto un notevole incremento della scelta della cremazione, rispetto alla tradizionale inumazione o tumulazione; si sono poi aggiunte alcune pratiche ed usanze, che nulla hanno a che vedere con la tradizione cristiana. La cremazione spesso viene presentata come una soluzione conveniente economicamente e rispondente alla mancanza di posto nei cimiteri: il fenomeno è così rilevante, che ci si può chiedere se il diffondersi di queste pratiche nasconda qualcos’altro.

La Chiesa Cattolica ha sempre indicato la sepoltura del corpo dei defunti come la forma più idonea ad esprimere la pietà per i fedeli, oltre che a favorire il ricordo e la preghiera di suffragio da parte dei familiari e amici. Attraverso la sepoltura nei cimiteri, la comunità cristiana onora -nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore Gesù- il corpo del cristiano, diventato con il battesimo “Tempio dello Spirito Santo” e destinato alla risurrezione. Dunque, simboli, riti e luoghi della sepoltura esprimono la cura e il rispetto dei cristiani per i defunti, e soprattutto la fede nella risurrezione dei corpi.

Qui è dunque in gioco la visione dell’uomo e il suo futuro. Grazie a Cristo, la morte cristiana ha ricuperato un significato positivo, che nel mondo pre-cristiano non aveva. Con la morte, l’anima viene separata dal corpo, ma nella risurrezione, Dio torna a dare la vita incorruttibile al nostro corpo trasformato, riunendolo alla nostra anima. Disperdere le ceneri significa nullificare l’uomo; nullificare la vita e la speranza dell’eternità, e in definitiva, nullificare Dio, Autore della vita. Occorre quindi avere ben chiare, non solo le indicazioni della Chiesa sulla cremazione, ma anche essere consapevoli dell’origine pagana e spesso anti-cristiana di certe usanze, che oggi si stanno diffondendo con facilità.

Nell’attuale mentalità “anti-Dio”, la morte viene considerata come un evento da nascondere, specie perché l’uomo “senza Dio”, non è capace di darsi alcuna risposta seria sulla morte, e così cadono le sue certezze di onnipotenza. Incentivando tali pratiche (la dispersione delle ceneri -nel mare o nei fiumi-, o la loro conservazione in casa), si tende a far sparire le tracce della morte, e lentamente, si ritengono inutili i cimiteri, che sono il luogo della memoria degli affetti e della fede, dove sono raccolti i resti delle persone care.

La normativa dello Stato italiano sulla cremazione e sulla dispersione o conservazione delle ceneri facilita tale visione. Per lo Stato, fino al 2001, chiunque distruggesse, sopprimesse o sottraesse un cadavere, o una parte di esso, o ne disperdesse le ceneri, veniva punito con la reclusione; e la pena era aumentata se il fatto fosse stato commesso in cimiteri o altri luoghi di sepoltura. La legge 30 marzo 2001, n. 130 ha modificato l’articolo 411 del Codice penale, e non è più reato la dispersione delle ceneri; l’unica condizione, che vi sia l’autorizzazione dell’ufficiale dello stato civile. E attualmente è lasciato al singolo Comune il compito di regolare le questioni concernenti la cremazione e la modalità di dispersione delle ceneri del defunto.

Questa, è dunque una materia delicatissima, che tocca il costume pubblico, i sentimenti e la fede del popolo. Auspico che i nostri amministratori pubblici quando trattano di questa materia, si ricordino di essere anche cristiani.

dD

NOTIZIE DELL’ORATORIO

ATTIVITÀ EDUCATIVE ESTIVE

– ORATORIO ESTIVO PER BAMBINI E RAGAZZI dai 6 ai 14 anni (esclusivamente per i residenti nelle sette parrocchie di Basiliano): da lunedì 28 giugno a venerdì 24 luglio, presso l’oratorio di Basiliano. Da lunedì a venerdì, dalle 8.00 alle 14.00, compreso il pranzo. Durante l’ORATORIO ESTIVO, oltre al programma per tutti, per i ragazzi delle Medie ci saranno due uscite in montagna, di una giornata.

– ORATORIO “ULTIMA SPIAGGIA” PER BAMBINI E RAGAZZI (Accompagnamento allo studio) dai 6 ai 14 anni, da lunedì 30 agosto a venerdì 3 settembre, presso l’oratorio di Basiliano. Dalle ore 8.30 alle 12.00.

– ORATORIO SERALE CON I GIOVANI DELLE SUPERIORI E UNIVERSITARI, da lunedì 28 giugno a sabato 25 luglio, presso l’oratorio di Basiliano. Tre sere la settimana: martedì, giovedì e sabato dalle 18.00 alle 22.00.

– CAMPEGGIO GIOVANI DELLE SUPERIORI, da lunedì 26 a venerdì 30 luglio, a Piani di Luzza.

ISCRIZIONI PER LA PARTECIPAZIONE AGLI ORATORI ESTIVI, al CAMPEGGIO GIOVANI, e le iscrizioni per i giovani che intendono prestare il SERVIZIO EDUCATIVO DURANTE GLI ORATORI ESTIVI: VENERDÌ 14 MAGGIO (dalle 15.00 alle 18.00) e SABATO 15 MAGGIO (dalle 15.00 alle 18.00), presso l’Oratorio di Basiliano. Non si accettano iscrizioni oltre questi termini, né si accettano iscrizioni da fuori parrocchie.

– SONO APERTE LE ISCRIZIONI ALL’ASSOCIAZIONE ORATORIO. Quota per il 2021 adesione associativa: 12,00 €. Per l’iscrizione, rivolgersi in oratorio.

Incontri comuni alle 12 parrocchie della COLLABORAZIONE PASTORALE

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Riunione dei Dodici Delegati delle Parrocchie, che compongono la COLLABORAZIONE PASTORALE DI VARIANO. Lunedì 17 maggio, alle ore 20.30, presso la Sala parrocchiale di Basiliano.

Riunione dei Dodici Economi delle Parrocchie, che compongono il COORDINAMENTO PER LA GESTIONE ECONOMICA DELLA COLLABORAZIONE. Mercoledì 26 maggio, alle ore 20.30, presso la Sala parrocchiale di Basiliano.

Vita delle comunità parrocchiali “basilianesi”

GLI INCONTRI DI CATECHISMO SONO RIPRESI IN ORATORIO:
-Per le Primarie, il lunedì (ore 17.15-18.45), mercoledì (ore 15.30-17.00) e sabato (ore 10.30-12.00).
-Per le medie, il venerdì (ore 16.45-18.00) e sabato (ore 16.45-18.00).
-Per le superiori (cresima), il sabato (ore 17.00-18.00).

-BASAGLIAPENTA: Il Parroco incontra il Consiglio per gli Affari economici della Parrocchia. Lunedì 10 maggio alle ore 20.30, presso la Canonica di Basagliapenta. 

-BLESSANO: Domenica 16 maggio, nella S. Messa delle ore 10.00, si celebra la Festa della Famiglia e dei Lustri di matrimonio 2021. C’è ancora tempo per iscriversi.

-ORGNANO: Il Parroco incontra il Gruppo di Riferimento parrocchiale (i membri del Consiglio Pastorale, il Consiglio per gli Affari economici e tutti i Collaboratori e gli amici della Parrocchia): Giovedì 27 maggio alle ore 20.30, nella chiesa parrocchiale di Orgnano. Tema: Organizzazione della Festa quinquennale del Sacro Cuore 2021.

INSIEME N° 19/2021

S.S. Messe e Celebrazioni
Clicca qui e scarica Foglietto Insieme n°19/2021

DOMENICA 9 MAGGIO: SESTA DI PASQUA, bianco.
A Basiliano: Ore 7.30, Canto delle Lodi mattutine;
S.S. Messe Festive: Ore 9.00, Orgnano; Ore 10.00, Basiliano, Blessano e Villaorba; Ore 11.15, Basagliapenta e Variano.
A Vissandone: Ore 11.15, S. MESSA ALLA GROTTA DI LOURDES E BENEDIZIONE DELLA CAMPAGNA.
A Basiliano: Ore 17.30, S. Rosario e Canto del Vespero.

LUNEDÌ 10: Liturgia della VI^ settimana di Pasqua, bianco.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.

MARTEDÌ 11: Liturgia della VI^ settimana di Pasqua, bianco.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Orgnano.

MERCOLEDÌ 12: Liturgia della VI^ settimana di Pasqua, bianco.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Variano e Villaorba.

GIOVEDÌ 13: Liturgia della VI^ settimana di Pasqua, bianco.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Basagliapenta e Vissandone.

Prepariamoci alla Solennità di Pentecoste: Vieni, Spirito Santo!

VENERDÌ 14: FESTA DI S. MATTIA, APOSTOLO, rosso.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Blessano.

SABATO 15: Liturgia della VI^ settimana di Pasqua, bianco.
A Basiliano: ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine.
S.S. Messe Prefestive: Ore 17.30, a Orgnano. Ore 18.30, a Basiliano.

DOMENICA 16 MAGGIO: SOL. DELL’ASCENSIONE DEL SIGNORE, bianco.
A Basiliano: Ore 7.30, Canto delle Lodi mattutine;
S.S. Messe Festive: Ore 9.00, Orgnano; Ore 10.00, Basiliano e Villaorba; Ore 11.15, Basagliapenta, Variano e Vissandone.
A Blessano: Ore 10.00, S. MESSA, FESTA DELLA FAMIGLIA E DEI LUSTRI.
A Basiliano: Ore 17.30, S. Rosario e Canto del Vespero.

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La preghiera del Santo Rosario…

DA LUNEDÌ A VENERDÌ (nelle chiese parrocchiali):
– A Basiliano, alle ore 20.00;
– A Basagliapenta, alle ore 18.30 (il giovedì alle 18.00, prima della Messa);
– A Blessano, alle ore 19.00 (il venerdì dopo la Messa);
– A Orgnano, alle ore 18.30 (il martedì alle 18.00, prima della Messa);
– A Variano, alle ore 18.30 (il mercoledì alle 18.00, prima della Messa);
– A Villaorba, alle ore 18.30 (il mercoledì alle 18.00, prima della Messa);
– A Vissandone, alle ore 18.30 (il giovedì alle 18.00, prima della Messa).

LA DOMENICA: A Basiliano, alle ore 17.30 (segue il canto del Vespero).

 

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Dedicato a Maria, “stella della speranza”
Inizia il mese di maggio, che nella tradizione cattolica è dedicato alla Madre di Gesù. Quest’anno abbiamo particolare bisogno di questa Madre, e per questo vogliamo offrirle e dedicarle le nostre preghiere, chiedendole la guarigione dal coronavirus e dalla disperazione che sempre più ci sta invadendo.
In un inno dell’VIII secolo, la Chiesa saluta Maria, la Madre di Dio, come «Stella del mare»: Ave maris stella, perché la vita umana è un cammino verso una meta. Ma come trovare la strada quando c’è il buio?
La vita è talvolta un viaggio in un mare oscuro e in burrasca, un viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta. Le stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente: esse sono luci di speranza. Certo, Gesù Cristo è la luce più grande, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui, abbiamo bisogno anche di luci vicine, di persone che ci donano luce accendendola dalla Sua luce, e ci offrono l’orientamento per la nostra traversata. E chi più di Maria è per noi davvero stella di speranza?
Tutta la vita di Maria è stata turbata e sconvolta da fatti incomprensibili. Comprendiamo il santo timore che la assalì, quando l’angelo del Signore entrò nella sua camera e le disse che avrebbe dato alla luce Colui che era la speranza di Israele e l’atteso del mondo, il Messia. Per mezzo suo, e attraverso il suo «sì», la speranza dei millenni diventava realtà, entrava in questo mondo e nella storia.
Maria si era inchinata davanti alla grandezza di questo compito: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). Quando, piena di gioia attraversò in fretta i monti della Giudea per raggiungere Elisabetta, diventò l’immagine della futura Chiesa che, nel suo seno, porta la speranza al mondo a tutti gli uomini.
Vide pure l’ostilità e il rifiuto che andava affermandosi intorno a Gesù fino all’ora della croce, e dovette vedere il Salvatore del mondo, suo figlio, il Figlio di Dio, morire come un fallito, esposto allo scherno, tra i delinquenti.
Lì, dalla croce ricevette una nuova missione da Gesù: «Donna, ecco il tuo figlio!» (Gv 19,26). A partire dalla croce diventò madre di tutti coloro che vogliono credere in Gesù e seguirlo. Così, la spada del dolore trafisse il suo cuore di madre.
Era così morta la speranza? Davvero, il mondo era rimasto definitivamente senza luce, e la vita senza meta? In quell’ora oscura, Maria avrà ascoltato di nuovo la parola dell’angelo, che nella sua camera le aveva risposto: «Non temere, Maria!» (Lc 1,30). Quante volte anche Gesù, aveva detto la stessa cosa ai suoi discepoli: Non temete! Anche nell’ora del tradimento, Egli aveva ripetuto: «Abbiate coraggio! Io ho vinto il mondo» (Gv 16,33). «Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore» (Gv 14,27).
Con questa fede, Maria è andata incontro al mattino di Pasqua, e la gioia della risurrezione ha toccato il suo cuore e l’ha unita in modo nuovo ai discepoli, destinati a diventare la grande famiglia di Gesù mediante la fede.
Così Maria, anche in questa pandemia, che prima dei corpi, sta uccidendo in noi la speranza, rimane in mezzo a noi come nostra Madre, come Madre della speranza: «O Madre nostra, insegnaci a credere, a sperare ed amare con te. O Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino buio, affaticato dalla malattia e dalle tante morti, e insegnaci a rivolgerci a Te! Specialmente, in questo mese a te dedicato»                                                                                                                                                dD

 

Aiutiamo i nostri bambini a partecipare alla Mensa del Signore e a ricevere la Santa Comunione

– Incontro genitori dei bambini della Prima Comunione, sabato 8 maggio, alle ore 17.00 sala parrocchiale a Basiliano; e partecipazione alla Messa delle ore 18.30.
– Presentazione dei bambini e Consegna della vestina: sabato 22 maggio (Basiliano, ore 18.30: 1° gruppo) e domenica 23 maggio (Basiliano, ore 10.00: 2° e 3° gruppo).
– Pellegrinaggio al Santuario di Castelmonte: mercoledì 2 giugno. Partenza da Basiliano alle ore 15.00. rientro la sera.
– Festa della Prima Comunione nel Duomo di Variano: sabato 12 giugno, ore 18.30 (1° gruppo); domenica 13 giugno, alle ore 9.30 (2° gruppo) e alle ore 11.15 (3° gruppo).
– La S. Messa domenicale è un dovere per tutti i cristiani, soprattutto per le famiglie e i bambini della Prima comunione.

Prossime celebrazioni dei Battesimi dei bambini

In tutte le parrocchie: Domenica 27 giugno 2021
Iscrizioni entro il 20 maggio 2021, mediante colloquio con il Parroco
(non si accettano iscrizioni telefoniche)
Incontri di preparazione Genitori al Battesimo:

martedì 1° giugno; martedì 8 giugno; martedì 15 giugno; martedì 22 giugno (il 4°incontro, anche con la presenza dei padrini).
Gli incontri si svolgono nella sala parrocchiale di Basiliano, dalle ore 20.00 alle 21.00 (all’occorrenza con il servizio di assistenza dei bimbi).

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Quali sono i segni della speranza sulle tombe dei miei morti?

Mi incuriosisce sempre, vedere sulle tombe dei nostri cari defunti le immagini più strane, anche su quelle di ferventi cristiani. Si trovano certamente i segni della fede cristiana: Croci con Gesù crocifisso o risorto (molto poche), croci senza Cristo o ghirigori che assomigliano a croci (molte), qualche immagine di Maria o di qualche santo, o nessuna immagine. Si trovano pure altre immagini: cappelli di alpino, palloni, oggetti legati allo sport preferito o al lavoro svolto, ecc…  Immagini, che non dicono nulla della propria fede religiosa, e che vengono messe sulla tomba, più per l’affetto e l’impulsività causata dal dolore, che per una reale motivazione. Appunto, senza pensarci troppo…

Ma a pensarci bene, l’immagine che si pone sulla tomba dei nostri cari, esprime la fiducia (fede) futura in colui che viene raffigurato. Se metto un Gesù crocifisso sulla lapide dei miei cari, significa che solo in Lui ripongo la certezza per il dopo la morte. È a Gesù, che affido i miei defunti. Certo, è più difficile credere, che affido i miei cari ad un pallone o a un cappello…

L’immagine sulla tomba dice, che ho appreso da Colui al quale mi affido, l’arte di vivere e di morire. Lo sapevano già i primi cristiani, che sulle loro tombe mettevano i volti di Gesù maestro o pastore. Si erano resi conto, che gran parte di coloro che si spacciavano per “maestri di vita”, erano soltanto dei ciarlatani, che con le loro parole si procuravano denaro, mentre sulla “vera vita” non avevano niente da dire o da offrire. I primi cristiani cercavano chi sapesse veramente indicare la “via della vita”, la vita eterna dopo la morte.

Verso la fine del terzo secolo, incontriamo per la prima volta a Roma, sul sarcofago di un bambino, la figura di Cristo che in una mano tiene il Vangelo e nell’altra il bastone del viandante, immagine del “maestro che insegna a vivere bene”: con il bastone Gesù vince la morte! In questa immagine, che poi sarà usata a lungo nell’arte dei sarcofaghi, esprimevano ciò che le persone trovavano in Cristo: «Egli ci dice “chi è l’uomo”, e che cosa egli deve fare per essere “veramente uomo”; Con la sua “vita” ci indica “la via”, e questa via è “la verità”. Gesù stesso è sia l’una che l’altra, ed è anche la vita che tutti ricerchiamo; Egli indica anche la via oltre la morte. E solo chi è in grado di fare questo, è un vero “maestro di vita”, e vale la pena affidarsi a Lui».

La stessa cosa si rende visibile nell’immagine del pastore, con un contenuto più profondo: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla … Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me …» (Sal 23 [22], 1.4). Il vero pastore è Colui che conosce anche la via che passa per la valle della morte; è Colui, che anche sulla strada dell’ultima solitudine, nella quale nessuno può accompagnarmi, cammina con me guidandomi per attraversarla: Egli stesso ha percorso questa strada, è disceso nel regno della morte, l’ha vinta ed è tornato per accompagnare noi ora, e darci la certezza che, insieme con Lui, troveremo il passaggio oltre la morte.

Quell’immagine sulla tomba, esprime dunque la consapevolezza che esiste Colui che anche nella morte mi accompagna e con il suo «bastone e il suo vincastro mi dà sicurezza», cosicché «non devo temere alcun male» (cfr Sal 23 [22],4).

Era questa la nuova e vera «speranza» che sorgeva nella vita dei primi cristiani. Sì, l’immagine che metto sulla tomba esprime la mia speranza.            dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Si può vivere senza fede e senza speranza?
Spesso sento dire che, chi ha la fede scappa dal presente, vive in un mondo illusorio e disimpegnato dalle cose del mondo. Come a dire che la religione ancora una volta è «l’oppio dei popoli», come afferma Karl Marx (1844). Il senso di questa celebre frase è quello della religione vista come strumento per non impegnarsi a cambiare questa vita. Gli individui ricorrerebbero alla religione per crearsi una condizione artificiale per meglio sopportare la vita. Dopo questa pandemia, ci sarebbe da chiederci se davvero abbiamo saputo trasformare «in meglio» questa società senza la fede.
In realtà, la fede – almeno la fede cristiana- non è soltanto un buttarsi nelle cose «future» che devono venire (il giudizio, il paradiso, l’inferno,…) e che sono ancora assenti da questo presente. La fede ci dà già oggi qualcosa delle realtà future, e questo «anticipo» è per noi una «prova» delle cose che ancora non si vedono. La fede attira dentro il nostro presente il futuro, attira il Cielo, attira Dio dentro il presente della nostra vita; anzi, la fede cambia il nostro presente, lo trasforma con la potenza dello Spirito Santo. Quindi, il presente che viviamo viene toccato dalle realtà future, e così le cose future si riversano in quelle presenti, e le presenti in quelle future. È il legame che unisce cielo e terra! Questa spiegazione viene data dalla Lettera agli Ebrei, uno scritto del Nuovo Testamento, in cui l’Autore sacro parla ai cristiani che hanno subìto la persecuzione, e dice loro: «Avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere spogliati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e più duraturi».
I primi cristiani, lottavano sapendo che la loro vita non era rinchiusa nel presente, ma vivevano il presente arricchiti dai beni che durano per sempre. Lo scopriamo soprattutto ora: il nostro presente se è rinchiuso nei pochi «metri quadri» delle cose quotidiane (salute, vaccino, lavoro, bollette,…) diventa asfittico, senz’aria, senza speranza. Non si può vivere solo «rinchiusi nel presente», senza uno sguardo o una prospettiva che dia slancio, che ci aiuti a guardare in alto, a Dio. Ecco perché è importante la fede in Dio: Essa dà alla vita un nuovo fondamento, sul quale l’uomo può poggiare le sue scelte, le sue sofferenze, la sua famiglia. La fede ha sempre sostenuto i cristiani nelle grandi battaglie, e anche oggi sostiene la nostra speranza.
Lo dimostrano bene i martiri che si sono opposti allo strapotere delle ideologie dei tiranni, e con la loro morte hanno rinnovato il mondo, trasformando la società. Questa capacità di «lottare» si è mostrata soprattutto nelle grandi rinunce dei cristiani di ogni tempo, a partire dai monaci dell’antichità a san Francesco d’Assisi, e dei «consacrati» che anche oggi si consacrano, per amore di Cristo lasciando tutto per portare agli uomini la fede, la speranza e l’amore di Cristo, e aiutare le persone sofferenti nel corpo e nell’anima.
Con la loro speranza, queste persone toccate da Cristo hanno dato speranza ad altri uomini e donne, che vivevano nel buio e senza futuro. Questi testimoni sono di fatto una «prova» delle promesse di Cristo nel presente: Gesù è veramente il «pastore» che ci indica dove sta la vita vera.                                                                      dD