RIFLESSIONE DEL PARROCO

NON ABITUIAMOCI AL SUICIDIO!

Quando qualche nostro fratello compie un gesto estremo di disperazione, non abituiamoci mai a questi gesti! Non possiamo rimanere cinici, freddi e insensibili davanti a queste grida di dolore, di solitudine e di disperazione, quasi che questi fatti non ci tocchino da vicino, o non riguardino noi. In questo anno, le nostre comunità sono state toccate da molti di questi episodi, e come pastore sono rattristato per tanta disperazione, e preoccupato per le dimensioni che sta assumendo il fenomeno. Come affrontarlo?

Quando Gesù discese agli inferi è disceso nel fondo irraggiungibile e inaccostabile della nostra solitudine. Anche nella notte della morte, in cui non penetra alcuna parola e in cui esse sono inutili, è entrata una forte voce -quella di Gesù- che ci chiama, e ci tende una mano, ci prende e ci conduce. La solitudine dell’uomo è stata superata perchè Gesù è sceso nella morte e si è trovato nella morte, fra i morti. L’inferno è stato vinto nel momento in cui l’amore è penetrato in esso e la terra della solitudine è stata abitata da Gesù il Figlio di Dio, il volto dell’amore di Dio. L’uomo non vive perché ha il pane, o perché ha la salute, o il denaro. Egli vive ed è vivo per il fatto che è amato e può amare. A partire dal momento in cui c’è una presenza d’amore accanto a chi soffre la solitudine, allora nella morte penetra la vita. E la morte non fa più paura, perché è circondata dall’amore delle persone.

Questi fratelli, che si sono suicidati hanno compiuto un gesto che non possiamo accettare con tranquillità. Nessuno è padrone della vita, solo Dio! Privarsene è una grave ingiustizia, che lascia nel pianto i propri familiari. E dal punto di vista della morale cristiana è un grave peccato.

Certo, per molti di essi non è stato un atto di ribellione a Dio e alla vita; non è stato un gesto di disprezzo nei confronti dei loro cari. Amavano Dio; molti vivevano intensamente la loro fede; perfino rispettavano la legge divina e quella umana; amavano la loro famiglia in maniera smisurata. Ma la depressione li ha colpiti. È la malattia di questo tempo; malattia inspiegabile ed invisibile. Se il mistero di questa malattia, ci chiede di fermarci sulla soglia del loro mondo interiore, però con san Paolo diciamo che, solo “lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza”, per questo nella tentazione della disperazione va pregato lo Spirito Santo!

Dobbiamo aiutarci tutti a combattere questo male invisibile ma reale. Per questo, dobbiamo rieducarci ad alcuni atteggiamenti importanti:

-Impariamo di nuovo, che non si è meno uomini se si è fragili, o non perfetti. Non ci si può lasciar schiacciare dalla propria imperfezione, quando si perde una partita della vita, quando non si trova lavoro, o quando si perde la fidanzata,… Quello della perfezione è un mito di questo tempo che uccide i fragili.

-Impariamo a chiedere aiuto a chi ci sta accanto, ringraziando Dio, se ci mette sulla nostra strada una persona che ci è fratello, in modo fedele e gratuito. Non chiudiamoci in un mondo tutto nostro, ma apriamoci, lasciamoci abbracciare. Facciamoci aiutare da qualche persona competente… Tutti ne abbiamo bisogno di aiuto.

-Impariamo ad essere più semplici, meno complicati nei confronti delle problematiche della vita; riscopriamo la semplicità di cuore, la semplicità nello stile di vita e nel ragionare, la semplicità davanti ai problemi. Dobbiamo combattere il mito del maschio orgoglioso, che non lascia mancare nulla ai suoi cari, e risolve da solo tutti i problemi, e supera ogni difficoltà.

Mentre ricordiamo con affetto tutti questi defunti, vogliamo anche ravvivare in noi la speranza di una vita senza fine; Gesù infatti ha promesso a quanti rimangono nel suo amore, che la morte non è l’ultima parola, ma che è il passaggio a una vita in pienezza, perché l’amore è più forte della morte, e perché la carità non avrà mai fine.

E riflettiamo: ogni nostra azione lascia nella gioia o nel pianto qualcun altro; provoca gioia, oppure scandalo, lacrime, eredità di sofferenze e di interrogativi.    dD

 

Incontri comuni alle 12 parrocchie della COLLABORAZIONE PASTORALE

Una settimana con Carlo Acutis


Dal 28 agosto al 4 settembre, saranno fra noi le RELIQUIE del corpo del Beato Carlo Acutis, patrono del nostro oratorio, assieme alla prima statua che lo raffigura (benedetta il mese di marzo da papa Francesco).
A Basiliano, le celebrazioni in suo onore, inizieranno sabato 28 agosto alle ore 18.30, con la S. Messa presieduta dall’Arcivescovo di Udine.
Il 15 agosto sarà pubblicato l’intenso programma della settimana.

– BASILIANO: Domenica 5 settembre si celebra la SOLENNITÀ DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA. Alle ore 10.00: S. Messa solenne, animata dalla Cantorìa parrocchiale, seguita dalla Processione con la Venerata Immagine della B.V. Maria (lungo via G. Verdi).

– BASAGLIAPENTA: Domenica 22 agosto, si celebrano le Rogazioni campestre. Partenza dalla chiesa parrocchiale alle ore 10.15. Alle ore 11.15, celebrazione della S. Messa sul sito della chiesa di San Giorgio.

– ORGNANO SOLENNITÀ DI SAN BARTOLOMEO, Patrono della Parrocchia. Martedì 24 agosto, ore 11.00, S. Messa solenne, animata dalla Cantorìa parrocchiale; ore 17.00, Vesperi e Processione.

INSIEME N°31-32/2021

S.S. Messe e Celebrazioni
Clicca qui e scarica Foglietto Insieme 31-32/2021

DOMENICA 1° AGOSTO: Diciottesima del Tempo ordinario, verde.
A Basiliano: Ore 7.30, Canto delle Lodi mattutine;
S.S. Messe Festive: Ore 9.00, Orgnano; Ore 10.00, Basiliano, Blessano e Villaorba (con celebrazione di una Battesimo); Ore 11.15, Basagliapenta, Variano e Vissandone.

LUNEDÌ 2: Liturgia feriale della XVIII settimana del Tempo Ordinario, verde.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.  

MARTEDÌ 3: Liturgia feriale della XVIII settimana del Tempo Ordinario, verde.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, Orgnano e Vissandone.

MERCOLEDÌ 4: S. Giovanni M. Vianney, Patrono dei Sacerdoti, Memoria, bianco.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Variano. Oggi non c’è la Messa a Villaorba.

GIOVEDÌ 5: Liturgia feriale della XVIII settimana del Tempo Ordinario, verde.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Basagliapenta e Vissandone.

VENERDÌ 6: TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE, Festa, bianco.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Blessano.

SABATO 7: Liturgia feriale della XVIII settimana del Tempo Ordinario, verde.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine.
S.S. Messe Prefestive: Ore 17.30, a Orgnano; Ore 18.30, a Basiliano.

DOMENICA 8 AGOSTO: Diciannovesima del tempo ordinario, verde.
Messe Festive: Ore 9.00, a Orgnano. Ore 10.00, a Basiliano, Blessano e Villaorba. Ore 11.15, a Basagliapenta, Variano e Vissandone.

LUNEDÌ 9: Liturgia feriale della XIX settimana del Tempo Ordinario, verde.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine; Ore 7.30, S. Messa.

MARTEDÌ 10: SAN LORENZO, Martire, Festa, rosso.
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine. Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, Orgnano e Vissandone.

MERCOLEDÌ 11: Santa Chiara d’Assisi, Memoria, bianco.
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine. Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Villaorba e Variano.

GIOVEDÌ 12: Liturgia feriale della XIX settimana del Tempo Ordinario, verde.
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine. Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Basagliapenta e Vissandone.

VENERDÌ 13: Santi Felice e Fortunato, Martiri, Memoria, rosso.
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine. Ore 7.30, S. Messa.
Messa serale: Ore 18.30, a Blessano.

SABATO 14: San Massimiliano M. Kolbe, Sacerdote e Martire, Memoria, rosso.
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine.
S.S. Messe Prefestive: Ore 17.30, a Orgnano; Ore 18.30, a Basiliano.
A Basagliapenta: Ore 19.30: recita del S. Rosario; Ore 20.00: S. Messa presieduta da don Renold.

DOMENICA 15 AGOSTO: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA, Solennità, bianco.
Messe Festive: Ore 9.00, a Orgnano. Ore 10.00, a Basiliano, Blessano e Villaorba. Ore 11.15, a Variano e Vissandone.
A Basagliapenta: Festa della Patrona della Parrocchia, Ore 10.00: S. Messa solenne, presieduta dal Parroco e animata dalla Cantorìa parrocchiale. Segue la processione con la Venerata Immagine.

LUNEDÌ 16: Liturgia feriale della XX settimana del Tempo Ordinario, verde.
A Blessano: FESTA DI SAN ROCCO. Ore 7.30, Partenza della Rogazione campestre dalla chiesa parrocchiale. Ore 8.30, S. Messa solenne votiva presso la Chiesa di san Rocco (a Tomba di M.). A Basiliano, non c’è pertanto la S. Messa delle ore 7.30.

RIFLESSIONE DEL PARROCO

ORATORIO ESTIVO 2021: VIENI E VEDI!

San Giovanni Bosco creò l’Oratorio. Lo chiamò, per lungo tempo, con una parola semplice e diretta: “catechismo”. Per il “Santo dei giovani” l’Oratorio voleva essere il luogo dove i giovani e i ragazzi, spesso lasciati al proprio destino e drammaticamente a rischio, potessero trovare dei Padri (animatori ed animatrici) che si prendevano a cuore della “salvezza” dei figli. In un clima di autentica “famiglia”: luogo dove ci si accoglie, ci si saluta e guarda in volto, ci si stima, ci si ascolta, ci si difende, ci si aiuta a crescere insieme, ci si ama, ci si perdona, ci si orienta con passione verso gli stessi ideali, considerati vitali ed essenziali, quelli che sgorgano dal Vangelo.

E quando questa tensione verso le realtà più grandi ed eccellenti trova il livello più alto e riuscito della sua espressione, allora ci si accorge di esserci incontrati con Dio.

Così è dell’Oratorio: vuole assomigliare ad una famiglia. Luogo dove si sperimenta l’amore. L’amore che sa accogliere, difendere, far crescere, maturare, rendere felici… L’amore che porta a perdere se stessi perché gli altri si sentano pieni di vita.

L’oratorio è il luogo dove una Comunità cristiana, veramente matura e adulta (che è “padre” e “madre”), offre il meglio del proprio impegno per aiutare le nuove generazioni (i propri “figli”) a realizzare, in pienezza e con successo, la propria vita. Si è “genitori” quando si genera, negli altri, la Vita.

Anche al nostro territorio di Basiliano, il Signore ha regalato agli adulti l’Oratorio, perché lì, dove i giovani e i ragazzi si affollano per incontrarsi ed esprimere la propria energia vitale, possano trovare vite da generare, da promuovere, da portare a pienezza.

È il sogno stesso di Dio. Il servizio disinteressato e appassionato nella catechesi e nell’oratorio (con le sue variegate espressioni di dinamismo giovanile: sport, teatro, musica, danza, canto, divertimento…) mira allo stesso obiettivo: far sì che i ragazzi e i giovani avvertano la gioia di sentirsi protagonisti dei sogni di Dio.

Se puoi, ti aspettiamo, passa a trovarci!                              dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

UN’ESTATE PER RICOSTRUIRE LEGAMI DI COMUNITÀ
La Parrocchia continua, anche quest’anno 2021, a proporre l’esperienza dell’Oratorio estivo, e si colloca accanto alle famiglie per realizzare la proposta educativa cristiana; pur rimanendo fedeli alle norme dettate dal Governo italiano, vogliamo vivere anche quest’anno l’esperienza dell’estate.
Non è un’iniziativa, non è un “centro estivo”: è un’esperienza educativa della nostra comunità cristiana, perché crediamo e amiamo i ragazzi e i giovani, e spendiamo le nostre energie per loro.
L’oratorio, non è un “contenitore a pagamento” per riempire il tempo dei bambini o dei giovani; e neppure vuole sostituirsi ad altre qualificate agenzie educative del territorio! Vuole essere un’esperienza educativa gioiosa, offerta dalla comunità cristiana; esperienza a misura dei ragazzi, affinchè siano aiutati a diventare uomini e donne cristiani in questo tempo impegnativo.
Vogliamo aiutarli a ricostruire legami di comunità, perché questo tempo di pandemia ha spezzato questi legami, li ha resi fragili, deboli, saltuari. Ricostruire legami di comunità perché senza la comunità non si può vivere e diventare cristiani adulti.
Per questo motivo, con qualche sacrificio in più, l’oratorio offre ai ragazzi il pranzo, perché possano allungare i tempi della loro gioia e del loro stare insieme. Ringrazio per questo gli alpini, che con encomiabile disponibilità si metteranno al servizio della nostra mensa.
Ringrazio pure per il loro prezioso servizio, gli animatori giovani e gli animatori più adulti, perché ogni giorno mostreranno il volto di una comunità che si prende cura e ama i più piccoli.
Specialmente quest’anno, ai papà e alle mamme, la Parrocchia chiede che non siano solo spettatori, ma importanti Attori e attivi Collaboratori. È bello testimoniare ai nostri ragazzi la gioia della vita e della fede cristiana, e la grandezza della Comunità parrocchiale. Proviamoci anche quest’anno!    dD

 

 

 

 

RIFLESSIONE DEL PARROCO

UN’ESTATE PER RICOSTRUIRE LEGAMI DI COMUNITÀ

La Parrocchia continua, anche quest’anno 2021, a proporre l’esperienza dell’Oratorio estivo, e si colloca accanto alle famiglie per realizzare la proposta educativa cristiana; pur rimanendo fedeli alle norme dettate dal Governo italiano, vogliamo vivere anche quest’anno l’esperienza dell’estate.

Non è un’iniziativa, non è un “centro estivo”: è un’esperienza educativa della nostra comunità cristiana, perché crediamo e amiamo i ragazzi e i giovani, e spendiamo le nostre energie per loro.

L’oratorio, non è un “contenitore a pagamento” per riempire il tempo dei bambini o dei giovani; e neppure vuole sostituirsi ad altre qualificate agenzie educative del territorio! Vuole essere un’esperienza educativa gioiosa, offerta dalla comunità cristiana; esperienza a misura dei ragazzi, affinchè siano aiutati a diventare uomini e donne cristiani in questo tempo impegnativo.

Vogliamo aiutarli a ricostruire legami di comunità, perché questo tempo di pandemia ha spezzato questi legami, li ha resi fragili, deboli, saltuari. Ricostruire legami di comunità perché senza la comunità non si può vivere e diventare cristiani adulti.

Per questo motivo, con qualche sacrificio in più, l’oratorio offre ai ragazzi il pranzo, perché possano allungare i tempi della loro gioia e del loro stare insieme. Ringrazio per questo gli alpini, che con encomiabile disponibilità si metteranno al servizio della nostra mensa.

Ringrazio pure per il loro prezioso servizio, gli animatori giovani e gli animatori più adulti, perché ogni giorno mostreranno il volto di una comunità che si prende cura e ama i più piccoli.

Specialmente quest’anno, ai papà e alle mamme, la Parrocchia chiede che non siano solo spettatori, ma importanti Attori e attivi Collaboratori. È bello testimoniare ai nostri ragazzi la gioia della vita e della fede cristiana, e la grandezza della Comunità parrocchiale. Proviamoci anche quest’anno!    dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

A cosa serve il prete? A cosa serve una chiesa? A cosa serve l’Eucaristia?
La solennità del “Corpus Domini”, è la festa nata nel 1247 nella diocesi di Liegi, (Belgio), per celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, come reazione alle tesi eretiche di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era “reale”, ma solo “simbolica”. È una festa nata, quando l’Eucaristia non è più apprezzata o valorizzata dai cristiani. Le grandi crisi della Chiesa coincidono con la crisi nel mistero dell’Eucaristia: i cristiani perdono la fede nella presenza reale di Cristo. Riscoprire l’Eucaristia, aiuta a riscoprire il nostro essere parte della Chiesa e pure il ministero del sacerdote; aiuta a riscoprire anche l’edificio delle nostre chiese, costruite per ascoltare la Parola di Gesù, per celebrare i sacramenti ed in particolare l’Eucaristia domenicale.
Cosa dice a noi, oggi, questa festa? Dice, che Dio non lascia senza pane i suoi figli, anche se questi figli dicono di non averne la necessità. Egli continua, ostinatamente a donarci, ogni domenica, il Pane di vita eterna. Continua a chiamare uomini al suo servizio nella Chiesa, per farne dei preti, perché donino il Pane del Cielo, ai suoi figli, anche quando credono di potersi nutrire di altri cibi terreni, mondani. Questa è la festa della risposta di Dio all’uomo inquieto, che va cercando altrove la felicità, lontano da Lui.
È la festa del vero corpo di Cristo! Il corpo e il sangue rimandano ad una Persona, non ad un fantasma. Quando il sacerdote ripete le parole di Gesù, egli rimanda ad una Persona in carne ed ossa, che ha così tanto amato il mondo da donarsi a noi per sempre. Nell’ultima cena, Gesù, spezzando il pane, non ha voluto dire “fate finta che questo sia il mio corpo…”; ma “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo”. Il corpo è una realtà vera e concreta, non è una illusione, non è un simbolo. E durante la Messa, il pane nella sua essenza cessa di essere pane, e trova la sua nuova essenza nell’essere il corpo di Cristo.
Le nostre chiese sono il luogo dove possiamo nutrirci di questo Pane che è il Corpo di Cristo; esse sono belle e accoglienti, perché possiamo anche adorare questo Pane, stare con Lui, cercarlo, parlare con Lui, perché la Sua presenza è sempre reale e viva, sull’altare durante la Celebrazione della Messa e anche dopo, custodita nel tabernacolo.
Quel Pane consacrato, che è il Corpo di Cristo, è Gesù stesso: non dimentichiamolo. Quando ci nutriamo di Lui, o quando lo adoriamo nella preghiera, è sempre Lui. E allora, quando il sacerdote alza il Pane e il calice dopo la consacrazione, gli vogliamo dire la preghiera di san Tommaso: “Mio Signore, mio Dio”. In questa preghiera semplice, gli ripetiamo, che senza di Lui non possiamo fare nulla.                                                                                                                                                                dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

A cosa serve il prete? A cosa serve una chiesa? A cosa serve l’Eucaristia?

La solennità del “Corpus Domini”, è la festa nata nel 1247 nella diocesi di Liegi, (Belgio), per celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, come reazione alle tesi eretiche di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era “reale”, ma solo “simbolica”. È una festa nata, quando l’Eucaristia non è più apprezzata o valorizzata dai cristiani. Le grandi crisi della Chiesa coincidono con la crisi nel mistero dell’Eucaristia: i cristiani perdono la fede nella presenza reale di Cristo. Riscoprire l’Eucaristia, aiuta a riscoprire il nostro essere parte della Chiesa e pure il ministero del sacerdote; aiuta a riscoprire anche l’edificio delle nostre chiese, costruite per ascoltare la Parola di Gesù, per celebrare i sacramenti ed in particolare l’Eucaristia domenicale.

Cosa dice a noi, oggi, questa festa? Dice, che Dio non lascia senza pane i suoi figli, anche se questi figli dicono di non averne la necessità. Egli continua, ostinatamente a donarci, ogni domenica, il Pane di vita eterna. Continua a chiamare uomini al suo servizio nella Chiesa, per farne dei preti, perché donino il Pane del Cielo, ai suoi figli, anche quando credono di potersi nutrire di altri cibi terreni, mondani. Questa è la festa della risposta di Dio all’uomo inquieto, che va cercando altrove la felicità, lontano da Lui.

È la festa del vero corpo di Cristo! Il corpo e il sangue rimandano ad una Persona, non ad un fantasma. Quando il sacerdote ripete le parole di Gesù, egli rimanda ad una Persona in carne ed ossa, che ha così tanto amato il mondo da donarsi a noi per sempre. Nell’ultima cena, Gesù, spezzando il pane, non ha voluto dire “fate finta che questo sia il mio corpo…”; ma “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo”. Il corpo è una realtà vera e concreta, non è una illusione, non è un simbolo. E durante la Messa, il pane nella sua essenza cessa di essere pane, e trova la sua nuova essenza nell’essere il corpo di Cristo.

Le nostre chiese sono il luogo dove possiamo nutrirci di questo Pane che è il Corpo di Cristo; esse sono belle e accoglienti, perché possiamo anche adorare questo Pane, stare con Lui, cercarlo, parlare con Lui, perché la Sua presenza è sempre reale e viva, sull’altare durante la Celebrazione della Messa e anche dopo, custodita nel tabernacolo.

Quel Pane consacrato, che è il Corpo di Cristo, è Gesù stesso: non dimentichiamolo. Quando ci nutriamo di Lui, o quando lo adoriamo nella preghiera, è sempre Lui. E allora, quando il sacerdote alza il Pane e il calice dopo la consacrazione, gli vogliamo dire la preghiera di san Tommaso: “Mio Signore, mio Dio”. In questa preghiera semplice, gli ripetiamo, che senza di Lui non possiamo fare nulla.

dD