RIFLESSIONE DEL PARROCO

L’essenzialità nei rapporti interpersonali (5)

«Addio, disse la volpe. Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi». (Antoine de Saint Exupéry, “Il piccolo Principe). Ma cos’è così essenziale è così prezioso, e così invisibile, che bisogna avere occhi speciali per cercarlo nei rapporti?
Ad esempio, l’essenzialità nell’amore fra due sposi, sta nel ricercare la sincerità, la sintonìa, il dialogo, l’armonia fra i due; con l’essenzialità, non ci si preoccupa più di ricoprirsi di “cose”, spesso inutili, ma di ricercare insieme ciò che lega i due cuori con legami di fede, di speranza e amore, attraverso i valori da costruire e condividere insieme, attraverso gli obiettivi da raggiungere, anche con tanto e tanto sacrificio.
Tra due sposi, tra amici veri, tra genitori e figli, l’essenzialità nasce e si fonda sulla gratuità, o meglio nasce da ciò che è invisibile agli occhi ma necessario al cuore e alla vita di relazione.
A volte, anche le parole risultano secondarie perché non c’è bisogno di “piazzare” nessun prodotto commerciale al partner; non c’è bisogno di “comprare” nessun affetto con regali o denaro: sì, tutto è fondato sulla gratuità. E proprio la gratuità è così essenziale da divenire il criterio ultimo di verifica per autenticare la verità di un rapporto. “L’essenzialità è muta, come la verità. L’essenzialità è silenzio…” (M. L. Del Zompo), quanto sono vere queste parole…
Anche Gesù ce lo insegna: «Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio» (Marco 11, 15-16). Il tempio di Dio, e ogni altro luogo santo non può essere il luogo di un commercio, ma dell’adorazione e della lode.
I fidanzati, spesso preoccupati di non perdere l’amato, non si “occupano” di ricercare l’essenziale nei loro rapporti, e trasformano ciò che è più santo e bello, più alto e simbolico in un “rapporto commerciale”, minando così -se non distruggendo- alla radice, ogni relazione che abbia durata nel tempo.
La crisi del Covid-19, accompagnata dalla crisi economica, dalla crisi di senso e di speranza, ci aiutino tutti a sfrondare, spogliare e restituire ai rapporti tra le persone -specie i rapporti tra gli sposi e quelli più santi- ciò che essenziale perché una relazione sia duratura, stabile e fedele. dD

INCONTRI COMUNI ALLE 12 PARROCCHIE DELLA COLLABORAZIONE PASTORALE

bimbi_a_messaà CATECHISMO IN PREPARAZIONE ALLA PRIMA CONFESSIONE E ALLA PRIMA COMUNIONE, per i bambini che si stavano già preparando, e che avevano frequentato con assiduità: Dal 1° settembre riprendono gli incontri con un percorso intensivo. Seguiranno altre informazioni.

à CONTINUA L’ORATORIO ESTIVO: fino al 24 luglio 2020.

à Quattro serate per famiglie (genitori e figli)

IN ASCOLTO E IN DIALOGO CON I TESTIMONI DELLA FEDE

-Giovedì 2 luglio, ore 20.45, cortile dell’oratorio, Basiliano: PROF. GIANLUIGI GIGLI (Neurologo e Primario all’Ospedale di Udine), “Come vivere la fede e rispettare la vita oggi”. L’esempio di un testimone: Jerôme Le Jeune (Docente universitario, genetista e scopritore della sindrome di Down).
-Giovedì 9 luglio, ore 20.45, cortile dell’oratorio, Basiliano: DON FABIO FILIPUTTI (Sacerdote, Cooperatore a Latisana), “La testimonianza di fede del Protettore di Internet, il giovane Carlo Acutis” (compatrono dell’oratorio di Basiliano, che sarà proclamato “beato” il prossimo 10 ottobre).
-Giovedì 16 luglio, ore 20.45, cortile dell’oratorio, Basiliano: DOTT. ELENA BRAIDOTTI (Archeologa), “La testimonianza di fede dei primi cristiani ad Aquileia” (attraverso le scoperte archeologiche e musive).
-Giovedì 23 luglio, ore 20.45, cortile dell’oratorio, Basiliano: PROF. DINO BOFFO (Giornalista, già Direttore di avvenire e Tv 2000) “La testimonianza cristiana e civile di Vittorio Bachelet” (giurista e politico, Docente universitario, Presidente dell’Azione Cattolica Italiana; assassinato dalle Brigate Rosse).

-ADORAZIONE EUCARISTICA SERALE (con la possibilità di Confessarsi): ogni martedì, dal 30 giugno in poi, alle ore 17.30. Segue la S. Messa alle ore 18.30.

BASILIANO: la Comunità cristiana ricorda la FESTA DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE. Domenica 26 luglio alla S. Messa delle ore 11.15.

BASAGLIAPENTA: la Comunità cristiana ricorda la FESTA DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA. Domenica 19 luglio alla S. Messa delle ore 10.00.

-VARIANO: Festa di SAN LUIGI GONZAGA. Domenica 19 luglio, alle 10.00, S. Messa solenne. Benedizione dei nuovi stendardi dedicati alla Madonna, San Giuseppe, San Giovanni Battista e San Luigi Gonzaga. Segue la Processione con la Venerata Immagine di San Luigi, con l’accompagnamento della Banda Armonie.

VILLAORBA: la Comunità cristiana ricorda la FESTA DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE. Domenica 19 luglio alla S. Messa delle ore 11.15.

VISSANDONE: la Comunità cristiana ricorda la FESTA DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE. Domenica 19 luglio alla S. Messa delle 10.00.

INSIEME N° 28/2020

S.S. Messe e Celebrazioni
Clicca qui e scarica Foglietto Insieme n° 28/2020

DOMENICA 12 LUGLIO: SOLENNITÀ DEI S.S. ERMACORA, Vescovo e FORTUNATO, Diacono, Patroni dell’Arcidiocesi, rosso. SS. Messe Festive: Ore 9.00, Orgnano. Ore 10.00, Basagliapenta, Variano e Vissandone. Ore 11.15, a Basiliano, Blessano e Villaorba.

LUNEDÌ 13: Dedicazione della Basilica di S. Maria di Aquileia, memoria, bianco
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine.
S. Messa serale: Ore 18.30, a Basiliano e Variano.

MARTEDÌ 14: Liturgia feriale della XV settimana del Tempo Ordinario, verde
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine.
A Basiliano: Ore 17.30, Adorazione eucaristica, con possibilità di confessarsi S. Messa serale: Ore 18.30, a Basiliano, Orgnano e Vissandone.

MERCOLEDÌ 15: San Bonaventura, Vesc. e Dott. della Chiesa, memoria, bianco
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine.
S. Messa serale: Ore 18.30, a Basiliano, Villaorba e Variano.

GIOVEDÌ 16: Liturgia feriale della XV settimana del Tempo Ordinario, verde
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine.
S. Messa serale: Ore 18.30, a Basiliano, Basagliapenta e Vissandone.

VENERDÌ 17: Liturgia feriale della XV settimana del Tempo Ordinario, verde
A Basiliano: Ore 7.00, Lodi mattutine.
S. Messa serale: Ore 18.30, a Basiliano e Blessano.

SABATO 18: Liturgia feriale della XV settimana del Tempo Ordinario, verde
A Basiliano: Ore 7.00, Canto delle Lodi mattutine.
S.S. Messe Prefestive: Ore 17.30, a Orgnano. Ore 18.30, a Basiliano

DOMENICA 19 LUGLIO: XVI^ del tempo ordinario, verde
SS. Messe Festive: Ore 9.00, a Orgnano. Ore 11.15, a Basiliano, Blessano.
-A Basagliapenta, FESTA DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA: Ore 10.00, S. Messa.
-A Variano, FESTA DI SAN LUIGI GONZAGA: Ore 10.00, S. Messa.
-A Villaorba, FESTA DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA: Ore 11.15, S. Messa.
-A Vissandone, FESTA DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA: Ore 10.00, S. Messa.

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Ritrovare l’essenzialità cristiana che è la fede (4)
L’essenziale per ogni credente è affidarsi al mistero del Signore e alla Sua Pasqua e vivere la propria esistenza in comunione con Lui. L’esperienza della fede è percorsa dall’esigenza di vedere. Vedere il volto di Dio: è la domanda che dice il bisogno di pienezza che c’è nella vita, nostra e di ogni persona; vedere Gesù, domanda che tanti anche oggi rivolgono a noi credenti, alla nostra testimonianza, alla Chiesa.
Vedere è una promessa: quella che Gesù fa ai suoi, quando promette di mostrarsi in Galilea, cioè in quella terra oscura in cui egli stesso è vissuto nell’anonimato di Nazareth e nel silenzio di trent’anni di vita ordinaria. Siamo convinti che se sapremo nuovamente, con intensità e con gioia, orientare lo sguardo verso il Volto di Gesù potremo trovare pienezza alla nostra vita: questo non significa che troveremo risoluzione ai problemi di questo tempo, ma che avremo una forza nuova per affrontarli e che il contatto con questo tempo difficile avrà rigenerato e risvegliato in noi l’esigenza e il gusto di vivere l’originalità cristiana con nuova convinzione e con nuova motivazione.
Per poter rigenerare la nostra esperienza di fede abbiamo bisogno di un’attenzione costante alla Parola del Signore, per ridare in essa nuova profondità alla vita cristiana.
Forse ci siamo fatti l’idea che essere cristiani significa soprattutto dedicarsi con generosità ad una serie di impegni che, pur buoni, ci fa perdere il gusto della dimensione interiore della fede, soprattutto quella della preghiera e dell’ascolto della Parola. È proprio l’ascolto, insieme alla preghiera, ciò che modella la nostra vita sul pensiero di Dio e la coinvolge nel suo mistero: è nell’ascolto che cresciamo nella consapevolezza che tutto è dono e che si è cristiani perché siamo continuamente rigenerati dalla misericordia; figli in un amore che ci precede e ci salva non per i nostri meriti o per quelli dei nostri impegni; chiamati dalla grandezza di un amore che ci guida, ci consola, ci sorregge, ci indica la strada, ci parla di un Padre pronto ad accoglierci infinite volte.
Il ritmo di questo cammino è quello che la Chiesa scandisce nel suo percorso di fede, quello della liturgia: della domenica e dell’anno liturgico, celebrazione del tempo di Dio che salva le nostre giornate. Ritorniamo all’ “essenziale” per gustare queste dimensioni della vita cristiana e riscoprirle nella loro freschezza e nella loro forza vitale.                                                       dD

LOTTERIA DELLA PARROCCHIA DI BLESSANO per la Chiesa

 

Premio
1° TV LED 32DVBT2/SAT 932
2° FORNO MICROONDE CON GRILL 2541
3° BUONO SPESA EURO 60.00 MARKET DA BILO 2154
4° TEGAME AL TITANIO CM.28 CON COPERCHIO 1266
5° TRAPANO PERCUSSIONE 500W 1604
6° BUONO EURO 50,00 MASS. ENERGETICO CASCO ODIILLA 260
7° TOSTAPANE ESPULSIONE AUTOMATICA 937
8° SERVIZIO CAFFE’ X 12 CON PIATTINO 2472
9° BUONO SPESA EURO 30.00 FIORERIA ZILLI GUIDO 2232
10° GIFT CARD EURO 30.00 ROSANNA ACCONCIATURE 958
11° BUONO X 5 SEDUTE LAMPADE SOLARI PRESSO SALONE MARINELLA 1478
12° CONF. PROD. BELLEZZA TRIKOMANIA DI PASCOLO KATIA 1348
13° BUONO EURO 30.00 AGRISIAMON FORMAGGI CAPRINI 1132
14° CONF.VINI BAR IN CENTRO OGNIBENE 466
15° FERRO DA STIRO 1652
16° CONF.PROD.CORPO TRIKOMANIA DI PASCOLO KATIA 486
17° ALZATA IN CRISTALLO 2296
18° PHON 1800W PROFESSIONAL 956
19° CONFEZIONE VINI 421
20° BILANCIA PESA PERSONE 772
21° TEGAME ANTIADERENTE CM. 28 1617

I premi vincenti sono stati estratti
MARTEDÌ 30 GIUGNO 2020, alle ore 20.30
Presso la canonica di Blessano

I premi sono ritirabili fino al 31 agosto 2020,
presso il supermercato “da Bilo” a Blessano

 

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Ritrovare l’essenzialità della fede cristiana (3)

Dopo la sosta di domenica scorsa, riprendiamo la riflessione sull’essenzialità, poiché in questo tempo di pandemia è davvero un tema importante. Nel terzo millennio, schiacciati da ritmi di vita sempre più stressanti e soprattutto da sovraccarichi che rendono difficile il vivere e il vivere anche la fede, il termine essenzialità può aiutarci a cercare ciò che vale, ciò che importante, per non perdere tempo, energie dietro a ciò che non è essenziale per essere uomini e donne.
Se ne “Il piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupéry emerge il tema dell’essenziale come invisibile agli occhi, è perché da sempre noi cristiani abbiamo ricercato, più dell’esteriorità, il profondo rapporto con Dio, invisibile, ma reale, anche se nascosto agli occhi, ma presente nei nostri cuori.
Ma di quale Dio parliamo? È “essenziale” conoscere bene il suo volto, conoscere i tratti della sua divinità; infatti, se sbagli “dio”, sbagli la tua vita. Per dire di essere cristiani, non basta dire: “Credo in un supremo”, o in un vago “essere superiore”; e neppure basta solo affermare “di credere nel Creatore”. Anche ebrei, musulmani, buddisti, ecc… credono in un Dio così. Il Dio nel quale noi cristiani crediamo è molto di più di solo questo. È “essenziale” capire che Gesù ha speso la sua esistenza per farci conoscere il vero volto di Dio-“Padre”, quel volto di Dio che i giudei non conoscevano, perché riponevano la loro fiducia non in Dio-padre, ma nella osservanza scrupolosa della sua Legge.
Gesù ha ripetuto con insistenza che “non la Legge salva”, ma “il Padre salva noi”, con la Sua potenza, il Suo amore, la Sua misericordia. Se non conosci Dio non puoi amarlo, non puoi parlare di Lui ai tuoi figli, perché non lo conosci. La conoscenza di Dio “per sentito dire”, o “in modo generico” non riscalda il nostro cuore, non profuma come una essenza preziosa la nostra vita.
Ecco allora, che è essenziale riprendere in mano le parole di Gesù (Vangelo) per conoscere questo Dio, perché Egli sia davvero il Padre su cui costruire la nostra relazione di fede, nell’amore e nella preghiera, e da cui saper trarre i fondamenti dello stile di vita su cui costruire le nostre scelte di vita morale.

dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

L’essenzialità per un cristiano (2)
 La frase di riferimento da cui siamo partiti è tratta da “Il piccolo Principe” di A. de Saint Exupéry «Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore -disse la volpe-. L’essenziale è invisibile agli occhi». Ma cos’è essenziale o così prezioso, da essere anche così invisibile, da dover avere occhi speciali per cercarlo? Il vocabolo “essenzialità” parla di una “essenza”, cioè di ciò che è profumato. Essa ci rimanda alla necessità di interrogarci a fondo, e scoprire cosa dia profumo alla nostra vita (se ancora abbiamo il naso per odorare i profumi veri dai cattivi odori). In una società che ha perso l’essenziale, perché rincorre l’inutile, riabituarci a cercare l’essenzialità non è semplice, bisogna “riaffinare” il gusto delle cose grandi, reimparare la grammatica dell’invisibile e di ciò che è nascosto.
Ricominciare a tacere, a fare silenzio, a pensare, a interrogarci, ad andare a fondo, a cercare nel pozzo del nostro cuore e delle nostre relazioni. Più autenticamente, per un cristiano, l’essenza delle cose o del vivere, la si trova in Dio – e più precisamente nel cuore di Dio- che possiede l’ “idea iniziale” di tutto, perché tutto Egli ha fatto con sapienza e amore.
Reimparare a stare in silenzio è mestiere non facile per chi è abituato al rumore, al caos delle scelte e delle azioni, e prima ancora al disordine mentale. Siamo figli di una società delle tante chiacchiere vane, inutili e stancanti, piene del nulla che esce dai palati, che non hanno il “profumo dell’essenza”, ma che semplicemente sono pronunciate per riempire il tempo o seppellire gli altri sotto la propria arroganza.
Quando non ci sono i tempi del silenzio nella propria vita, non la si apprezza come valore grande. Dice il Salmo 39: “Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giornisaprò quanto è breve la mia vita” (Sl 39,5). Senza il silenzio, non si apprezza l’essenza, il profumo o la gioia del vivere. Senza il silenzio non si scopre neppure l’essenzialità di un rapporto con Dio, che tutto dona e tutto illumina di senso: “Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni e la mia esistenza, davanti a te (l’uomo) è un nulla. Solo un soffio è ogni uomo che vive, … un soffio che si agita, accumula ricchezze e non sa chi le raccolga” (Sl 39,6-7).
Davvero ci conviene riscoprire il silenzio per riscoprire l’essenza, il valore, il profumo, la grandezza della vita, che è già di per sé così breve. “Sto in silenzio, non apro bocca, perché sei tu che agisci(Sl 39, 10.12).
Certo il silenzio può apparire inutile, perché invisibile; ma «L’essenziale è invisibile agli occhi».                                                                      dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

L’essenzialità per un cristiano (2)

La frase di riferimento da cui siamo partiti è tratta da “Il piccolo Principe” di A. de Saint Exupéry «Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore -disse la volpe-. L’essenziale è invisibile agli occhi». Ma cos’è essenziale o così prezioso, da essere anche così invisibile, da dover avere occhi speciali per cercarlo? Il vocabolo “essenzialità” parla di una “essenza”, cioè di ciò che è profumato. Essa ci rimanda alla necessità di interrogarci a fondo, e scoprire cosa dia profumo alla nostra vita (se ancora abbiamo il naso per odorare i profumi veri dai cattivi odori). In una società che ha perso l’essenziale, perché rincorre l’inutile, riabituarci a cercare l’essenzialità non è semplice, bisogna “riaffinare” il gusto delle cose grandi, reimparare la grammatica dell’invisibile e di ciò che è nascosto.
Ricominciare a tacere, a fare silenzio, a pensare, a interrogarci, ad andare a fondo, a cercare nel pozzo del nostro cuore e delle nostre relazioni. Più autenticamente, per un cristiano, l’essenza delle cose o del vivere, la si trova in Dio – e più precisamente nel cuore di Dio- che possiede l’ “idea iniziale” di tutto, perché tutto Egli ha fatto con sapienza e amore.
Reimparare a stare in silenzio è mestiere non facile per chi è abituato al rumore, al caos delle scelte e delle azioni, e prima ancora al disordine mentale. Siamo figli di una società delle tante chiacchiere vane, inutili e stancanti, piene del nulla che esce dai palati, che non hanno il “profumo dell’essenza”, ma che semplicemente sono pronunciate per riempire il tempo o seppellire gli altri sotto la propria arroganza.
Quando non ci sono i tempi del silenzio nella propria vita, non la si apprezza come valore grande. Dice il Salmo 39: “Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giornisaprò quanto è breve la mia vita” (Sl 39,5). Senza il silenzio, non si apprezza l’essenza, il profumo o la gioia del vivere. Senza il silenzio non si scopre neppure l’essenzialità di un rapporto con Dio, che tutto dona e tutto illumina di senso: “Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni e la mia esistenza, davanti a te (l’uomo) è un nulla. Solo un soffio è ogni uomo che vive, … un soffio che si agita, accumula ricchezze e non sa chi le raccolga” (Sl 39,6-7).
Davvero ci conviene riscoprire il silenzio per riscoprire l’essenza, il valore, il profumo, la grandezza della vita, che è già di per sé così breve. “Sto in silenzio, non apro bocca, perché sei tu che agisci(Sl 39, 10.12).
Certo il silenzio può apparire inutile, perché invisibile; ma «L’essenziale è invisibile agli occhi». dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Il ritorno all’essenzialità (1)

Per qualche settimana rifletteremo sulla essenzialità. Ho deciso di proporre queste riflessioni alla luce dell’esperienza maturata durante la pandemia, che tutti abbiamo vissuto. Iniziamo da questa domenica.
«Addio, disse la volpe. Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi». Queste poche righe sono tratte da “Il piccolo Principe” del francese Antoine de Saint Exupéry, una fiaba per bimbi, ma anche per i più grandi.
Cos’è? L’essenziale è così prezioso, ma anche così invisibile, che bisogna avere occhi speciali per cercarlo. A volte è perfino difficile riuscire a discernere le cose veramente importanti da quelle superflue.
La parola “essenzialità” dice ciò che è “essenza” (e dunque è profumato come ogni essenza), succo spremuto; è ciò che sta a fondamento, per costruire scelte di vita e trasmettere alle nuove generazioni, ciò che non può, e non deve essere perso. L’essenziale è il “prezioso”, la “perla” del vangelo, da distinguere dal superfluo. Per ottenere la perla si deve vendere tutto (Matteo 13,45), lasciar perdere altro, meno importante. L’essenzialità è la capacità di saper scegliere, di cogliere ciò che è di gran valore, è autentico, da ciò che invece è falso, magari un “falso d’autore”, ma sempre falso.
Il mondo può anche dirti che è preziosa una cosa, ma tu cristiano sai che invece è di maggior valore un’altra cosa, magari invisibile. Un esempio può aiutarci a comprendere: si può vivere senza una bella automobile, ma non senza una famiglia, il cui clima d’amore, è apparentemente invisibile, ma è reale. Certo è più appariscente e brillante agli occhi della mentalità del mondo il possesso dell’automobile. Puoi perfino illuderti di “essere qualcuno” perché possiedi un’automobile; ma senza la famiglia l’essere umano è inconsistente, perché non si umanizza, non diviene uomo-adulto, non conosce il concetto di fratellanza, quindi neppure il concetto di condivisione, rinuncia, rispetto, pazienza, perdono,… Sì è vero: «L’essenziale è invisibile agli occhi».      dD

 

 

RIFLESSIONE DEL PARROCO

                     La Pentecoste ci insegna ad essere liberi.

«Libertà è una parola fondamentale, se non «la» parola fondamentale per ogni lessico civile» (Massimo Recalcati). La vita umana esige libertà e tuttavia, la libertà non è solo un’esperienza di liberazione, di affermazione di sé, ma è anche, paradossalmente, una «condanna». L’uomo, infatti, come affermava il filosofo ateo Jean Paul Sartre, «è condannato a essere libero», perché a differenza del mondo animale dove la legge dell’istinto predomina sui comportamenti, nel mondo degli uomini è necessario che avvenga continuamente una scelta. Questo significa che non possiamo mai liberarci dalla libertà; se siamo liberi non è perché abbiamo scelto la libertà, ma perché siamo gettati nella libertà, forzatamente consegnati, vincolati, incatenati alla libertà. Nessuno infatti può scegliere al nostro posto. Non posso liberarmi dalla responsabilità della scelta, anche se scelgo di non scegliere, questa opzione resterà sempre espressione di una scelta mia.
L’uomo è perfino libero di rifiutare Dio, il suo Creatore, per essere libero da Dio, pensando così di raggiungere la sua piena autonomia. Ma questa «libertà da» in se stessa non è ancora una «libertà di» o una «libertà per». Questo significa che non basta educarci o educare a liberarci dalle costrizioni civili o religiose. Non siamo liberi semplicemente perché non siamo costretti a fare qualche scelta. Siamo veramente liberi quando la nostra vita sa farsi dono a qualcuno, quando facciamo dono della nostra libertà a qualcun altro, per amore, per amare, per servire, per realizzare una causa di bene.
La solennità della Pentecoste ci pone davanti alla libertà che lo Spirito Santo genera in noi attraverso la Parola di Dio e i Sacramenti. Ce lo testimoniano gli apostoli e i martiri: Egli ci rende liberi di amare, fino al martirio, fino a consumarci totalmente per Dio e per i fratelli. Solo così la libertà che sgorga dal Vangelo non sarà più una «condanna», ma una gioia, e una gioia da condividere con altri. Il nome di questa «libertà» è Gesù. Chi lo segue diventa libero di amare come Lui, e la sua vita attira altri non nella trappola di una «condanna», ma in un fiume di gioia. Chi lo segue costruisce Chiesa fondata sulla libertà, non sulla paura, né sulla condanna. Chi segue Cristo diventa una sorgente di libertà.               dD