Statuto

CONSIGLIO PASTORALE INTERPARROCCHIALE

Statuto

Costituzione
Art. 1 – È costituito nel territorio comunale di Basiliano, comprendente le parrocchie di Basiliano, Basagliapenta, Blessano, Orgnano, Variano, Villaorba, Vissandone il Consiglio Pastorale interparrocchiale (CPIP), quale strumento di comunione e di collaborazione ecclesiale, a norma del CDC can. 536 e in conformità alle costituzioni sinodali (SDU nn. 135 e 140/a).

Natura
Art. 2 – II CPIP è l’organismo ordinario di programmazione e di coordinamento di tutta l’azione pastorale delle sette parrocchie, in ordine all’evangelizzazione, alla santificazione e alla carità della comunità e dei singoli battezzati (cf. AA 26) delle singole parrocchie.

Compiti
Art. 3 – II CPIP ha il compito di promuovere le attività pastorali comuni alle sette parrocchie, di trattarne i problemi, di progettarne e verificarne le iniziative, in comunione con la chiesa particolare (Arcidiocesi), sulla base delle indicazioni dei consigli presbiterale e pastorale diocesani e del consiglio pastorale foraniale.
In particolare esso ha il compito di:
a) elaborare il programma pastorale annuale delle sette parrocchie, in attuazione del piano pastorale della diocesi e del programma pastorale della forania, tenendo conto delle esigenze e delle necessità locali;
b) verificare e coordinare l’azione pastorale delle associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali esistenti in parrocchia;
e) stimolare la partecipazione di tutti i battezzati per la soluzione dei problemi della comunità ecclesiale e per il servizio di promozione umana nell’ambito sociale;
d) presentare al consiglio pastorale foraniale i problemi di maggior rilievo delle parrocchie, le esigenze cui sono chiamate le parrocchie, e le risorse di persone e di mezzi disponibili per la collaborazione foraniale;
e) proporre al parroco i membri per i Consigli per gli affari economici delle sette parrocchie.
Il CPIP ha voto consultivo (cf. CDC can. 536). Tuttavia il parroco ha il dovere di tener conto dei deliberati del consiglio, nello spirito della comunione ecclesiale (cf. SDU n. 135).

Composizione
Art. 4 – II CPIP deve essere composto:
– dal parroco e dai sacerdoti che hanno incarichi pastorali stabili nelle sette parrocchie;
– dalle religiose operanti nelle parrocchie;
– dai consiglieri eletti in ciascuna parrocchia, in numero proporzionato al numero dei cristiani, quali rappresentanti qualificati dell’intera parrocchia e, in particolare di quelli impegnati nei vari settori pastorali;
* Basiliano: 9 membri;
* Blessano, Variano, Vissandone: 7 membri;
* Basagliapenta, Orgnano, Villaorba: 6 membri.
– da n. 3 membri nominati dal parroco;
– dal Coordinatore dei consigli parrocchiali per gli affari economici (CPAE).

Art. 5 – Per lo svolgimento dei suoi compiti, il CPIP può istituire apposite commissioni di lavoro, a cui demandare lo studio di particolari problemi pastorali e l’attuazione delle corrispondenti scelte operative, ratificate dall’intero consiglio e dal parroco.
Il parroco sceglie tra i consiglieri che rappresentano le singole parrocchie un Coordinatore parrocchiale.

Presidenza
Art. 6 – II presidente del CPIP è il parroco. Questi è coadiuvato da un Direttore, eletto dal consiglio stesso, e da una Giunta.
Il Presidente ha il compito di:
– presiedere il CPIP e la Giunta;
– prendere le dovute decisioni, tenendo conto dei deliberati del Consiglio e rendere esecutive le decisioni stesse.

Art. 7 – II Direttore del CPIP ha il compito di:
– convocare il CPIP e la Giunta d’intesa con il presidente;
– moderare le riunioni del Consiglio e della Giunta;
– collaborare nell’attuazione delle scelte pastorali ratificate dal parroco;
La Giunta è composta dal Presidente, dal Direttore e dai coordinatori parrocchiali delle sette parrocchie. Essa ha il compito di:
– individuare i problemi da trattare e predisporre l’o.d.g. per le riunioni del CPIP;
– collaborare nella realizzazione delle scelte fatte dal consiglio e ratificate dal parroco;
– coordinare il lavoro delle commissioni di lavoro, di cui all’art. 5;
– decidere su questioni ordinarie ed urgenti, fermo restando l’impegno di darne comunicazione nella successiva riunione del CPIP.
– rappresentare le parrocchie nel consiglio pastorale foraniale e nelle situazioni ritenute opportune dal Consiglio.
La Giunta sceglie tra i suoi membri un segretario, con il compito di provvedere alla stesura dei verbali delle riunioni della Giunta e del Consiglio.

Riunioni
Art. 9 – II CPIP si riunisce ordinariamente quattro volte l’anno, e straordinariamente tutte le volte che lo ritiene necessario il presidente o che lo richieda un terzo dei suoi membri. Il calendario di massima degli incontri viene fissato entro il 30 settembre. Per la validità della riunione, è necessaria la presenza della maggioranza (metà più uno) dei membri del consiglio.

Art. 10 – L’attività del CPIP, le scelte fatte e i documenti elaborati vengono portati a conoscenza delle parrocchie attraverso una comunicazione nella liturgia domenicale, successiva alla riunione del consiglio, attraverso il bollettino parrocchiale e nell’assemblea annuale della parrocchia.

Regolamento
Art. 11 – Per il funzionamento interno il CPIP addotta un proprio regolamento.

Durata del CPIP
Art. 12 – II CPIP resta in carica cinque anni. I membri del CPIP, compiuto il quinquennio, possono essere rieletti una sola volta.

Regolamento
Elezioni del CPIP
Art. 1 – II CPIP uscente indice le elezioni del nuovo consiglio almeno due mesi prima della scadenza del quinquennio, fissandone i tempi e le modalità in base alle esigenze della comunità parrocchiale. Istituisce la commissione elettorale e suggerisce le iniziative più adeguate per l’informazione e la sensibilizzazione della parrocchia sulla natura e sui compiti del CPIP. Prepara la lista degli eleggibili, che deve essere composta di un numero doppio rispetto ai consiglieri che devono essere eletti.

Art. 2 – Hanno diritto di voto tutti i parrocchiani cresimati. Sono eleggibili tutti i parrocchiani maggiorenni che si distinguono per uno stile di vita coerente con la fede cristiana, per l’impegno pastorale e per la capacità di dialogo e di comunione ecclesiale (cf. SDU n. 140/a).

Commissione elettorale
Art. 3 – La commissione elettorale è istituita dal CPIP ed è composta da tre membri. Di essa non possono fare parte quanti vengono inclusi nella lista dei candidati. Essa ha i seguenti compiti:
– preparare le schede di votazione e il seggio elettorale;
– raccogliere, controllare e scrutinare le schede;
– notificare ai neo-eletti l’avvenuta elezione;
– redigere il verbale sull’attività elettorale.

Art. 4 – Le elezioni si svolgono nella domenica prestabilita, un’ora prima e un’ora dopo la celebrazione delle S. Messe (non durante le S. Messe). Ogni parrocchiano avente diritto di voto segna sulla scheda tre preferenze, scelte tra i candidati.

Riunioni del CPIP
Art. 5 – II CPIP viene convocato dal presidente mediante avviso scritto o elettronico, recapitato ai consiglieri almeno una settimana prima della riunione. L’avviso di convocazione conterrà l’o.d.g. ed eventuale docu-mentazione relativa ai temi in discussione.

Art. 6 – All’inizio della riunione del CPIP, dopo la preghiera, viene data lettura del verbale della riunione precedente. Quindi si apre la discussione sui punti all’o.d.g. Il Direttore del CPIP introduce o fa introdurre ciascun argomento e modera la discussione. Quando è il caso, conclude la discussione mettendo ai voti l’eventuale proposta. La votazione avviene per alzata di mano. Quando la votazione riguarda le persone, viene svolta con scrutinio segreto.

Decadenza dei consiglieri
Art. 7 – II consigliere che, senza giustificato motivo, risulta assente per tre volte consecutive dalle riunioni del CPIP, è ritenuto dimissionario. Esso viene sostituito dal candidato non eletto che ha ottenuto il più alto numero di preferenze.

CONSIGLIO PASTORALE PER GLI AFFARI ECONOMICI

Statuto

Natura
Art. 1- II Consiglio per gli affari economici (CPAE) di ciascuna delle sette parrocchie, costituito dal parroco in attuazione del can. 537 del Codice di diritto canonico, è l’organo di collaborazione dei fedeli con il parroco per garantire una migliore e corretta gestione comunitaria dei beni ecclesiastici.

Art. 2 – Questo organismo è distinto dal CPIP e opera secondo la propria competenza, fissata in questo statuto. Infatti, mentre il CPIP affronta la conduzione pastorale globale delle sette parrocchie, il CPAE è in aiuto del sopradetto consiglio, per individuare e mettere in opera gli strumenti e le strutture di cui la pastorale necessita in ogni singola parrocchia.
Occorre che tra i due consigli vi sia la massima collaborazione ed un ordinato coordinamento. Per questo i due organismi sono collegati, in modo ordinario, mediante la presenza del Coordinatore dei sette consigli economici parrocchiali nel CPAE.

Finalità
Art. 3 – Scopo specifico del CPAE è di coadiuvare il parroco nell’amministrazione economica della parrocchia (can. 1280), tenendo conto, nel pieno rispetto di eventuali intenzioni degli offerenti, dei fini principali dei beni ecclesiastici e cioè l’esercizio del culto, le attività pastorali e caritative (can. 1254, 2) e l’onesto e dignitoso sostentamento del clero e delle persone in servizio parrocchiale.

Compiti
Art. 4 – In concreto, il CPAE ha il compito di:
a) curare la conservazione e manutenzione degli edifici, attrezzature, mobili, arredi e di quanto appartiene a ciascuna parrocchia, usando particolare premura per il patrimonio artistico e storico;
b) esaminare e dare il proprio parere su contratti, progetti, preventivi, piani di finanziamento e di impiego di capitali, sul movimento del personale in servizio di attività parrocchiali;
c) condividere con il parroco l’impegno di soddisfare le esigenze economiche della comunità parrocchiale, in particolare l’equo sostentamento del clero, il giusto compenso del personale religioso e laico impegnato in modo stabile, l’adempimento degli obblighi assicurativi e previdenziali del medesimo e di altri obblighi legislativi e fiscali dell’ente parrocchia;
d) esaminare e firmare i bilanci preventivi e consuntivi annuali della parrocchia, copia dei quali deve essere trasmessa al consiglio diocesano per gli affari economici entro il mese di marzo di ogni anno;
e) farsi attento e sensibile alle esigenze del CPIP, in particolare degli istituti previsti dal CDC, can. 1274, per contribuire adeguatamente al loro funzionamento a vantaggio di tutta la chiesa diocesana.

Composizione
Art.5 – II CPAE, in tutte le parrocchie, si compone di 6 membri proposti dal parroco, dopo una conveniente consultazione del CPIP.

Art. 6 – Presidente di diritto del CPAE è il parroco, essendo il legale rappresentante della parrocchia a norma del CDC, can. 532. Il CPAE è nominato dell’Ordinario diocesano.

Art. 7 – Le persone designate devono possedere i necessari requisiti amministrativi, l’integrità morale e la capacità di costruire comunione ecclesiale. Devono essere in piena sintonia con il CPIP. Non devono essere legate da parentela con il parroco (can. 492,3); essi prestano il loro servizio gratuitamente.

Art. 8 – Si considera dimissionario il consigliere che, senza alcuna giu¬stificazione, manchi a tre sedute consecutive.

Art. 9 – I membri nominati durano in carica cinque anni; possono essere riconfermati per un altro quinquennio, secondo quanto è prescritto all’art. 5.

Poteri e funzionamento del Consiglio
Art. 10 – I membri hanno voto consultivo, non deliberativo. In esso tuttavia si esprime la collaborazione responsabile dei fedeli, richiesta dai canoni 127 e 212 del Codice di diritto canonico. Per cui il parroco deve ricercarne e ascoltarne il parere; non può discostarsene, se non per seri motivi; è tenuto a servirsene, ordinariamente, come valido strumento per l’amministrazione della singola parrocchia.
II loro parere è obbligatorio, anche se non vincolante, per i bilanci annuali e per tutti gli atti di straordinaria amministrazione, da sottoporre all’esame del consiglio diocesano per gli affari economici, corredati dal relativo verbale, regolarmente sottoscritto.

Art. 11 – Le riunioni, almeno tre ogni anno, sono convocate, presiedute e dirette dal parroco; uno dei membri funge da segretario e redige diligentemente i verbali. Esse sono valide con la presenza di almeno metà più uno dei consiglieri. Una volta l’anno, tutti i CPAE si riuniranno insieme con il parroco per assumere le decisioni comuni.

Art. 12 – Ogni membro del CPAE ha il dovere di partecipare alle riunioni, di giustificare le eventuali assenze e di compiere il suo incarico con la diligenza di un buon padre di famiglia (cf. can 1284).

Art. 13 – Nella prima riunione il presidente porterà a conoscenza di tutti i membri del consiglio l’inventario completo dei beni mobili e immobili e la reale situazione economico-finanziaria della parrocchia (can. 1283, 2).

Art. 14 – I registri di contabilità sono tenuti normalmente dal parroco, che può farsi coadiuvare da uno dei consiglieri del CPAE.

Art. 15 – I depositi in denaro, i conti correnti bancari e postali, le azioni, i titoli di credito, devono essere sempre intestati a: PARROCCHIA DI…. RAPPRESENTATA DAL PARROCO PRO TEMPORE….., e mai a persone private.

Art. 16 – I verbali del CPAE, redatti su apposito registro, devono essere firmati dal parroco e dal segretario del CPAE ed essere approvati nella seduta successiva. Tutti i registri e libri contabili, tutti i documenti amministrativi e i verbali del consiglio devono essere conservati nell’ufficio parrocchiale di Basiliano. Essi sono soggetti alla visita canonica a norma del codice di diritto canonico (cann. 555,4; 1276; 1287).

Informazioni alle comunità parrocchiali
Art. 17 – II CPAE presenta al CPIP il bilancio consuntivo annuale e porta a conoscenza di tutta la parrocchia le componenti essenziali dello stesso; inoltre dà il rendiconto dell’utilizzazione delle offerte fatte dai fedeli e indica anche le opportune iniziative per l’incremento delle risorse necessarie per la realizzazione delle attività pastorali e per il sostentamento del clero.

Rinvio a norme generali
Art. 18 – Per tutto quanto non contemplato nel presente regolamento si applicheranno le norme del codice di diritto canonico vigente.