RIFLESSIONE DEL PARROCO

Indicazioni dell’Arcivescovo per tutti, valide fino al 3 aprile 2020: 1-In tutte le parrocchie NELLE CHIESE si possono celebrare le S.S. Messe e vivere gli altri momenti di preghiera per ogni età, tipici della Quaresima (Adorazione e Via Crucis comunitarie, Confessioni e momenti di preghiera personali), purché siano seguite le indicazioni igieniche dettate dal Governo, riguardo la protezione delle persone, in particolare il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale (di almeno un metro).
2-Le persone anziane o affette da determinate patologie, indicate dal Decreto, possono santificare il Giorno del Signore, secondo il precetto domenicale, con un momento di preghiera e assistendo alla S. Messa attraverso i mezzi di comunicazione.
3- Rimangano sospesi gli incontri IN ORATORIO (catechismo o altre attività formative per ragazzi e giovani) fino alla ripresa dell’attività scolastica.
4- Sono sospesi tutti gli altri incontri previsti per genitori o per adulti. 5- Si curi particolarmente la pulizia delle chiese, delle suppellettili e oggetti di uso liturgico.

Inoltre, per la parrocchia di Blessano: Non avendo la chiesa a disposizione, siamo costretti a queste decisioni:
1- Non è possibile celebrare la S. Messa festiva (le domeniche) nella Gleseute di Blessano. Questa decisione vale fino a domenica 29 marzo (compresa).
2- Le intenzioni di S.S. Messe per vivi e defunti, previste per le domeniche 8,15, 22 e 29 marzo saranno celebrate nella chiesa di Vissandone, durante la S. Messa delle ore 10.00.
3- Ogni cristiano in queste domeniche, sceglierà di partecipare alle S. Messe nelle altre parrocchie (secondo il calendario scritto su INSIEME).
4- Le “Via Crucis” (il mercoledì alle ore 18.30) e le S. Messe feriali del venerdì (ore 18.30), vista la modesta affluenza, saranno comunque celebrate nella Gleseute.
5-I funerali saranno celebrati a Variano.
6- Sosteniamo la “Lotteria” il cui ricavato serve per il restauro della chiesa parrocchiale.
Continuiamo a rivolgere a Dio la nostra preghiera personale e comunitaria, per intercessione della Vergine Maria, chiedendo la guarigione dei malati, forza e generosità di cuore per coloro che si dedicano a loro e liberazione dal male per le nostre comunità e per tutta la nostra Italia. dD

INDICAZIONI PARROCCHIALI

 

                 Indicazioni parrocchiali (valide fino al 3 aprile 2020)

1-Non potendo celebrare insieme i misteri della nostra fede, continuiamo a mantenerci uniti come comunità cristiana, attorno al Signore della vita, e preghiamo. Preghiamo in primo luogo, per coloro che soffrono per la malattia o per la paura; poi per gli operatori sanitari, volontari e forze dell’ordine; preghiamo per la nostra conversione.

2-Nelle Domeniche 15, 22 e 29 marzo, nella chiesa di Basiliano, alle ore 11.00 sarà celebrata una sola S. Messa dal Parroco, assieme a don Roberto, secondo le intenzioni raccolte dai fedeli delle sette parrocchie. In tutte le chiese, le campane annunceranno la S. Messa festiva suonando contemporaneamente alle ore 10.30.

3-Durante la settimana, ogni giorno, nella chiesa di Basiliano, alle ore 7.30 viene celebrata la S. Messa dal Parroco, secondo le intenzioni raccolte dai fedeli delle sette parrocchie. Inoltre, il Parroco ogni giorno dalle 17.00 alle 18.00, espone e si raccoglie in adorazione davanti al santissimo Sacramento, nella medesima chiesa, e benedice tutte le famiglie.

4-Ogni famiglia si unisca spiritualmente alla S. Messa festiva e feriale e offra le sue intenzioni personali e comunitarie sull’altare.

5-Sul sito della parrocchia e della Diocesi è a disposizione del materiale per le famiglie, per pregare insieme durante la Quaresima. Collaborazione pastorale di Variano / Baule della Comunità cristiana;  Arcidiocesi di Udine /Emergenza Coronavirus/ Sussidi formativi e liturgici.

6-Rimangano sospesi tutti gli incontri.

7-Il Parroco è sempre a disposizione per qualunque necessità.

Continuiamo a rivolgere a Dio la nostra preghiera personale e comunitaria, per intercessione della Vergine Maria, chiedendo la guarigione dei malati, forza e generosità di cuore per coloro che si dedicano a loro e liberazione dal male per le nostre comunità e per tutta la nostra Italia.                                                dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

La Quaresima 2020 ci ripropone degli interrogativi antichi e fondamentali: cresce la mia fedeltà a Cristo, il mio desiderio di santità? Cresce il mio amore a Gesù e al Vangelo? Cresce il mio impegno cristiano nella Chiesa? Crescono la mia generosità e il mio apostolato cristiano nella mia vita di ogni giorno, nella mia famiglia, nel mio lavoro, fra i miei colleghi? Questo tempo di indifferenza chiede a noi cristiani di lasciarci riscaldare al fuoco dello Spirito Santo, per poi testimoniare la gioia della nostra fede. Nessun cristiano può dare ciò che non ha ricevuto dal Signore!
La Quaresima il periodo di quaranta giorni (Quadragesima) dedicato alla preparazione della Pasqua. “La Chiesa ogni anno si unisce al mistero di Gesù nel deserto con i quaranta giorni della Quaresima” (Catech. Chiesa Catt., 540). Proponendo ai cristiani l’esempio di Cristo con il suo ritiro nel deserto, la Chiesa ci prepara alle celebrazioni pasquali della Passione, morte e risurrezione del Signore.
Il primo gesto che compiamo è di accettare che la Chiesa, nel primo giorno di questo tempo santo, ci imponga le Ceneri sulla testa e ci richiami la necessità di cambiare (conversione) vita, di rientrare in noi stessi (come il Figlio prodigo). Le Ceneri benedette sono per noi un forte richiamo alla serietà di vita; richiamo alla nostra fragilità, bisognosa di essere curata dal Medico divino (Gesù); richiamo al nostro essere terra (humus) umile che ci insegna l’umiltà; richiamo alla vanità del mondo che passa. E il miglior modo di convertirci è dedicare del tempo al silenzio, alla preghiera, alla meditazione della Parola di Dio, all’adorazione eucaristica, al digiuno.
Un secondo aiuto per convertirci è la carità. Le nostre Parrocchie organizzano due iniziative importanti
1) “Domenica del cesto per i poveriSABATO 29 FEBBRAIO e DOMENICA 1° MARZO. In fondo alla tua chiesa, troverai un cesto dove potrai deporre generi alimentari (pasta, olio, pelati, biscotti, marmellata, riso, zucchero, latte a lunga conservazione, tonno e scatolame vario, prodotti prima colazione, detersivi per bucato e stoviglie ecc…) che saranno distribuiti alle famiglie povere delle nostre comunità.
2) Il sostegno ai “Progetti missionari PARROCCHIALI” da mercoledì delle Ceneri a fine maggio.
Carissimi, aiutiamoci insieme a vivere bene la Quaresima, dandoci reciprocamente il buon esempio. dD

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Basiliano, 24 febbraio 2020

Cari cristiani,

in questi giorni, scopriamo improvvisamente di essere fragili. Eppure apparivamo sicuri nelle nostre certezze che vengono dalle grandiose scoperte della scienza e dalla loro applicazione tecnologica; noi, sempre connessi con il mondo attraverso internet, e allo stesso tempo, illusi di poter essere i padroni di tutto, ora siamo messi improvvisamente di fronte alla realtà: l’uomo è debole, fragile ed impotente. Quest’esperienza di restrizioni, impostaci dall’autorità ci vede quasi costretti a interrogarci e ad affidarci a Dio solo.

Allo stesso tempo in questi giorni, come anche nei giorni del terremoto, siamo quasi costretti a ritrovare l’essenzialità della nostra vita e dei rapporti. Chissà che non ritroviamo così i buoni momenti di silenzio, di riflessione, di relazione familiare, di lettura ed ascolto di buona e distensiva musica piena di messaggi di speranza, per stare accanto alle persone che hanno bisogno.

Chissà che nelle nostre case, non ritroviamo un po’ di tempo in più per pregare, per noi stessi, per i nostri familiari, per i malati, per il mondo, per i morti, per i loro cari. Sì, riscoprire la forza della preghiera, così “inutile” quando siamo forti, e così “necessaria” quando ci scopriamo deboli. Preghiamo anche per i medici e gli operatori sanitari; per la Polizia e Esercito, impegnati a custodirci. Preghiamo per chi ci governa affinché sia saggio e prudente.

Non sappiamo cosa accadrà “dopo”; anzi, scopriamo proprio di essere impreparati al futuro. Ma una cosa possiamo fare: cogliere questa occasione per rimettere ordine nella nostra vita, ovvero, con vocabolario cristiano “convertirci”. Come le grandi malattie che hanno segnato la storia dei popoli, anche questa occasione può diventare un’opportunità di conversione. L’uomo senza Dio perde completamente la bussola della propria vita, ma con Dio può ritrovare la gioia di vivere, di amare e sperare. Possiamo di nuovo diventare cercatori di infinito, cercatori di fratelli e di amici, cercatori di relazioni più buone e gratuite.

Cari cristiani, in questi giorni, non possiamo partecipare alle liturgie; forse anche questo digiuno potrà servirci per riscoprirne l’importanza per la nostra vita, specialmente della Liturgia Eucaristica che troppo abbiamo snobbato. Quando entrerete in chiesa, fissate lo sguardo sul Crocifisso-risorto dagli occhi aperti: è vivo e cammina con noi nella nostra storia crocifissa.

Buona Quaresima a tutti, cari cristiani.

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A seguito delle disposizioni dell’Arcivescovo dovute all’emergenza creata dal diffondersi del contagio del Coronavirus, da oggi fino al 1° marzo (compreso):
1- Non si celebreranno nelle parrocchie:
-la Messa del Mercoledì delle Ceneri
-la Messa feriale prevista
-la Messa di sabato 29 febbraio e domenica 1° marzo.
2- La chiesa di Basiliano resterà aperta per la preghiera personale e individuale e, sabato pomeriggio, per le confessioni.
3- Durante la settimana (da martedì a sabato), il Parroco celebrerà la S. Messa alle ore 7.30 nella cappella della canonica a Basiliano, secondo le intenzioni già prefissate, senza la partecipazione del popolo.
Domenica 1° marzo, nella cappella della canonica a Basiliano, celebrerà la S. Messa alle ore 11.00. Tutte le parrocchie suoneranno le tre campane domenica alle 10.30 (una volta), e si uniranno -purtroppo solo spiritualmente- alla celebrazione festiva del Parroco (senza la partecipazione del popolo).
4-In caso di funerali: Non si pregherà in chiesa il S. Rosario. Ci sarà una breve celebrazione della Parola con la benedizione del corpo del defunto, da tenere direttamente in cimitero alla quale parteciperanno le persone più vicine del defunto. La Santa Messa esequiale sarà celebrata successivamente dopo il superamento di questa fase di emergenza.
5- È sospeso il catechismo fino a nuova comunicazione.
6- La Caritas continua le sue attività al centro di ascolto.
7- Invito tutti i parrocchiani ad unirsi spiritualmente al Parroco nella recita serale del S. Rosario per coloro che soffrono e per la nostra conversione.
8- Il Parroco, comunque continua ad essere disponibile per qualsiasi necessità.

Don Dino, vostro Parroco

RIFLESSIONE DEL PARROCO

PER RIDERE O … PER PIANGERE

Ormai, i santi che sono quotati al mercato azionario della società contemporanea sono pochi, famosi e svuotati di ogni dimensione cristiana:
-San Remo, o meglio, o più paganamente, per non disturbare nessuno: “Sanremo”. È il santo più cantato in Italia.
-San Siro, che riempie ogni domenica pomeriggio i nostri salotti.
-San Silvestro, che molto veglia sugli ubriachi dell’ultimo giorno dell’anno.
-San Valentino, che è divenuto patrono degli innamorati. Anche per gli atei e per chi non sa cosa sia l’amore fedele e casto…
-Sant’Ambrogio, che permette ai milanesi un ponte più lungo dopo l’Immacolata.
-San Vittore, che veglia sui carcerati milanesi.
-Santa Lucia, che porta solo doni ai bambini buoni.
-Santa Caterina, a cui è intitolata la famosa “fiera” di Udine, con annesse giostre di divertimento.
E tutti gli altri santi, ricco patrimonio della nostra tradizione di fede cristiana, della nostra cultura religiosa mondiale, che fine hanno fatto? E dei nostri santi patroni d’Italia, di Regione, di cittadine o paesi? Anch’essi, esempi di fedeltà a Cristo, alla Chiesa, al Vangelo, ai poveri, ai propri doveri professionali…
C’è davvero da riflettere miei cari cristiani. Anche perché in Friuli sono fiorite in questi ultimi anni circa 90 “sette” o nuovi gruppi religiosi di varie tendenze (presenti anche sul nostro territorio). Contrariamente al passato, non si teme più di “scherzare con i santi”; semmai si lasciano stare i fanti… In realtà, questo mondo continua ad avere bisogno di Dio, di spiritualità, di interiorità. Solo che gli acquirenti si sono spostati dalle chiese su internet, al mercato facile del “fai da te”, e del “tutto e subito”; senza necessità di Dio, di Cristo o della Chiesa; senza impegnarsi, crescere, interrogarsi o lasciarsi cambiare il cuore o le scelte di vita dalla grazia di Dio.
Così come hanno fatto, invece, i santi di ogni tempo. dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Non cancelliamo la memoria del male.

Di recente, il Papa ha sottolineato che l’egoismo, la rabbia e la cattiveria «preparano terreni fertili ai particolarismi e ai populismi». Ha denunciato le «barbare recrudescenze di antisemitismo» a pochi giorni dal 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz (27 gennaio). Si è detto preoccupato per «l’aumento, in tante parti del mondo, di un’indifferenza egoista, per cui interessa solo quello che fa comodo a sé stessi. Così si preparano terreni fertili ai particolarismi e ai populismi, che vediamo attorno a noi. Su questi terreni cresce rapido l’odio. Ancora recentemente abbiamo assistito a barbare recrudescenze di antisemitismo. Non mi stanco di condannare fermamente ogni forma di antisemitismo». «Per affrontare il problema alla radice – ha detto Papa Francesco – dobbiamo però impegnarci anche a dissodare il terreno su cui cresce l’odio, seminandovi pace. È infatti attraverso l’integrazione, la ricerca e la comprensione dell’altro che tuteliamo maggiormente noi stessi. Perciò è urgente reintegrare chi è emarginato, tendere la mano a chi è lontano, sostenere chi è scartato perché non ha mezzi e denaro, aiutare chi è vittima di intolleranza e discriminazione».
Papa Francesco, ha invitato a «mantenere viva la memoria dell’Olocausto». «Il consumismo odierno è anche verbale: quante parole inutili, quanto tempo sprecato a contestare e accusare, quante offese urlate, senza curarsi di quel che si dice. Il silenzio, invece, aiuta a custodire la memoria. Se perdiamo la memoria, annientiamo il futuro. L’anniversario dell’indicibile crudeltà che l’umanità scoprì settantacinque anni fa sia un richiamo a fermarci, a stare in silenzio e fare memoria. Se non lo facciamo noi, che crediamo in Colui che, dall’alto dei cieli, si è ricordato di noi e ha preso a cuore le nostre debolezze, chi lo farà?
Accogliamo l’invito del Papa, ricordiamoci del passato e prendiamo a cuore le condizioni di chi soffre: così coltiveremo il terreno della fraternità. Siamo nel 2020 e antisemitismo e fanatismo sono ancora presenti nel cuore delle nostre democrazie. Saremmo negligenti se non esprimessimo la nostra solidarietà a tutte le persone e le comunità, che nelle varie parti del mondo sono oggi in pericolo. Compresi i tanti cristiani perseguitati per la loro fede. dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO. Sarà celebrata la III Domenica del Tempo Ordinario, domenica 26 gennaio. Con la Lettera apostolica “Aperuit illis” il Papa ha istituito la Domenica della Parola di Dio. Il titolo prende le mosse da un versetto del Vangelo di san Luca: “Aprì loro la mente per comprendere le Scritture” (Lc 24,45) mentre la decisione di far nascere un appuntamento apposito, scrive Papa Francesco, vuole rispondere alle tante richieste in tal senso maturate dopo il Giubileo straordinario della misericordia.
Il Pontefice stesso aveva invitato a pensare a una «domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo». Si dirà che in ogni celebrazione domenicale ascoltiamo la Parola ed è vero. Tuttavia nelle intenzioni del Papa dedicarvi un momento apposito, magari accompagnato da gesti particolarmente significativi, vuol essere l’occasione per evidenziare la centralità della Scrittura nella vita del cristiano e della Chiesa. Vuole invitare chi le frequenta poco a leggere e pregare di più le Scritture, sottolinea la necessità di trasformare la conoscenza in vita, chiama i sacerdoti a farne risaltare la ricchezza nelle omelie. Partendo dalla consapevolezza, che come dice san Girolamo: “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo”.

dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Sante Feste 2019-2020

In questa celebrazione cristiana del Natale del Signore Gesù Cristo, possiate sperimentare la grazia del Suo amore gratuito e totale.
Egli, che ci ama e ci salva, si è fatto uomo per noi nascendo dalla Vergine Maria, e si dona a noi nella sua morte e risurrezione. Accogliamo questo dono rigenerante e diffondiamo la Sua pace anche nell’anno nuovo che ci è dato la grazia di incominciare.

Sac. Dino Bressan

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Il Papa San Paolo VI, durante l’Angelus del 21 dicembre del 1969, diede per la prima volta, la benedizione alle statuette del Bambino Gesù e ai presepi: “Ci si riscalda al presepio, come ad un focolare di amore buono e puro, e ci si sente un po’ illuminati su tutti i problemi di questa nostra misteriosa avventura, che è la nostra vita nel tempo, sulla terra. È una bella cosa il presepio, non è vero, figliuoli? Non è vero, voi uomini, che ci rappresentate il mondo del lavoro? Sì, è una bella cosa; e per questo benediremo subito, dalla nostra finestra, le vostre statuette del Bambino Gesù, e poi verremo, giù nella Piazza, a benedire il Presepio” (PAOLO VI, Angelus, 21 dicembre 1969).
Da allora, anche i suoi successori e i parroci, nella terza domenica di Avvento, hanno continuato l’uso di impartire la benedizione su queste immagini sacre che le famiglie e i più piccoli portano in piazza. Lo faremo anche quest’anno domenica 15 dicembre, durante la S. Messa delle ore 10.00 a Variano. dD

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Inizia domenica 1 dicembre 2019 l’Avvento, il tempo forte dell’Anno liturgico che prepara al Natale. La prima domenica di Avvento apre il nuovo Anno liturgico. Quattro sono le domeniche di Avvento nel rito romano, mentre nel rito ambrosiano sono sei e infatti l’Avvento è già cominciato domenica 17 novembre.
Si tratta di un tempo che invita ad alzare lo sguardo e ad aprire il cuore per accogliere Gesù. In queste quattro settimane siamo chiamati a uscire da un modo di vivere rassegnato e abitudinario, e ad uscire alimentando speranze, alimentando sogni per un futuro nuovo.
L’Avvento inizia con i primi Vespri della prima domenica di Avvento e termina prima dei primi Vespri di Natale. Il colore dei paramenti liturgici indossati dal sacerdote è il viola. Nella celebrazione eucaristica non viene recitato il Gloriain maniera che esso risuoni più vivo nella Messa della notte per la Natività del Signore. Quest’anno la seconda domenica di Avvento coincide con la solennità dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre.
Il termine Avvento deriva dalla parola “venuta”, in latino adventus, vocabolo che si può tradurre con “presenza”, “arrivo”, “venuta”. Nel linguaggio del mondo antico era un termine tecnico utilizzato per indicare l’arrivo di un funzionario, la visita del re o dell’imperatore in una provincia. Ma poteva indicare anche la venuta della divinità, che esce dal suo nascondimento per manifestarsi con potenza, o che viene celebrata presente nel culto.
I cristiani adottarono la parola Avvento per esprimere la loro relazione con Cristo: Gesù è il Re, entrato in questa povera “provincia” denominata terra per rendere visita a tutti; alla festa del suo avvento fa partecipare quanti credono in Lui. Con la parola adventus si intendeva sostanzialmente dire: Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli. Anche se non lo possiamo vedere e toccare come avviene con le realtà sensibili, Egli è qui e viene a visitarci in molteplici modi.

 

RIFLESSIONE DEL PARROCO

Siamo peccatori sulla strada della santità…”
(seguito)

Per questo gli Atti degli Apostoli insistono nel ricordare che i primi cristiani si distinguevano per il fatto di avere un cuore solo e un’anima sola. E pure l’apostolo Paolo esortava le sue comunità ad essere “un solo corpo”.
L’esperienza, tuttavia, ci racconta anche di tanti i peccati “contro l’unità della Chiesa”. Non solo i grandi scismi, ma anche piccole e comuni mancanze nelle nostre comunità. “Peccati parrocchiali”, li definisce Papa Francesco. “A volte – osserva infatti – le nostre parrocchie, chiamate ad essere luoghi di condivisione e di comunione, sono tristemente segnate da invidie, gelosie, antipatie…”. Perché “questo è umano, sì, ma non è cristiano!”; succede, cioè, “quando puntiamo ai primi posti; quando mettiamo al centro noi stessi, con le nostre ambizioni personali e i nostri modi di vedere le cose, e giudichiamo gli altri; quando guardiamo ai difetti dei fratelli, invece che alle loro doti; quando diamo più peso a quello che ci divide, invece che a quello che ci accomuna…”. Come nel passato, anche adesso siamo divisi e, pertanto, dobbiamo chiedere l’unità che è quella che Gesù vuole e per cui ha pregato.
Il primo passo è un esame di coscienza: in una comunità cristiana, la divisione è uno dei peccati più gravi, che la rende segno dell’opera del diavolo, colui che separa, che rovina i rapporti, che insinua pregiudizi. Dio, invece, vuole che cresciamo nella capacità di accoglierci, di perdonarci, per assomigliare sempre di più a Lui che è comunione e amore. Allora, impariamo a chiedere perdono per le volte in cui siamo stati occasione di divisione o di incomprensione all’interno delle nostre comunità, ben sapendo che non si giunge alla comunione se non attraverso una continua conversione. Signore, donaci la grazia di non sparlare, di non criticare, di volere a tutti bene, per diventare un riflesso sempre più bello del rapporto tra Gesù e il Padre.

dD