RIFLESSIONE DEL PARROCO

La Camera dei Deputati ha approvato il decreto legge “Zan” sull’omofobia.

Questa proposta di legge si occupa di“omolesbotransfobia” e la Camera dei Deputati l’ha approvata con 265 voti favorevoli, 193 voti contrari e un astenuto.
Prima di iniziare la riflessione, va ribadito con molta chiarezza, che il cristianesimo e quindi la Chiesa cattolica hanno sempre predicato il rispetto delle persone, di tutte persone, anche di quelle persone con “tendenze omosessuali maschili o femminili”, ma rispettare le persone, non significa accettare il loro stile di vita e le loro scelte morali. Ogni mancanza di rispetto nei confronti della persona, di ogni persona, di tutte le persone è peccato grave.
Ma qui la “cosa” si fa più seria e grave, perché chi non accetta questa visione di vita (e per noi cristiani, queste scelte morali), passa dalla parte del torto e quindi diviene “omofobo”. Se passa questa legge, si ottengono tre effetti.

1°-Si intacca la libertà costituzionale di opinione, di religione, di associazione, di riunione, di stampa, di educazione. Infatti, la legge vuole estendere il reato di cui all’art. 604 bis del Codice Penale (che si riferisce alla “propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica religiosa”) ai cosiddetti “omofobi”, cioè alle persone che vengono condannate (e giustamente) per atti contro la persona. Il problema sta nel fatto che rischiano di venire condannati, anche coloro che non condividono le teorie gender, e non vogliono educare i propri figli secondo queste teorie. Questo svilupperà un’ampia lite giurisprudenziale, vista la mancanza di chiarezza riguardo al concetto di “discriminazione” e “odio”. Ma soprattutto, nessuno potrà più difendere il genere “maschile” e quello “femminile”, senza il rischio di essere denunciato come “omofobo”. Si tratta, dunque, di una forte lesione alle libertà fondamentali riconosciute dalla Costituzione.

2°-Il secondo effetto riguarda il riconoscimento giuridico dell’ideologia gender, attraverso l’introduzione del concetto di “identità di genere”. Con questa espressione si sostituisce l’identità personale basata sul proprio sesso di nascita, con un’identità basata sul genere (vi sarebbero 23 generi diversi), che ciascuno sceglie e dichiara. In questo modo, attraverso l’“identità di genere” il corpo viene dimenticato, la sessualità iscritta nel corpo viene cancellata con una legge dello stato italiano, e viene lasciato all’arbitrio la decisione di scegliere “chi essere”, e di modificare più volte nella vita la propria “identità di genere”.

3°- Il terzo effetto –più grave- è relativo all’indottrinamento ideologico, specie in ambito scolastico. È infatti prevista dalla legge la «Giornata Nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia» (17 maggio), con l’obbligo di “organizzare cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile, anche da parte delle amministrazioni pubbliche, e nelle scuole”. L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale (UNAR) dovrà elaborare ogni tre anni una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni.

Cosa potrà succedere nelle scuole, a cominciare da quelle primarie? La Strategia dell’UNAR prevede, tra l’altro, l’obiettivo di “ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche LGBT”, di garantire un ambiente scolastico sicuro e libero da pregiudizi, di favorire l’impiego delle persone LGBT nelle scuole. Per superare questi pregiudizi saranno coinvolte anche le associazioni LGBT, per formare e sensibilizzare i docenti, gli studenti e le famiglie, ecc… In pratica qualsiasi “circolo” potrà salire in cattedra per fare “lezione” durante l’orario scolastico, in qualità di “enti di formazione accreditati presso il Ministero dell’Istruzione”.
Si prospettano scenari preoccupanti, in parte sottovalutati, anche a causa dell’epidemia. I sostenitori della proposta di Legge Zan hanno approfittato anche di questa drammatica circostanza per approvare questa proposta di legge, che ora passa al Senato. Chi ha memoria ricorderà, che già il 21.06.2015 scrivevo su INSIEME (n° 25) dei rischi e contenuti “educativi” a cui i nostri figli saranno sottoposti, con o senza il parere dei genitori.  RIFLETTIAMO TUTTI!      dD