RIFLESSIONE DEL PARROCO

A cosa serve il prete? A cosa serve una chiesa? A cosa serve l’Eucaristia?

La solennità del “Corpus Domini”, è la festa nata nel 1247 nella diocesi di Liegi, (Belgio), per celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, come reazione alle tesi eretiche di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era “reale”, ma solo “simbolica”. È una festa nata, quando l’Eucaristia non è più apprezzata o valorizzata dai cristiani. Le grandi crisi della Chiesa coincidono con la crisi nel mistero dell’Eucaristia: i cristiani perdono la fede nella presenza reale di Cristo. Riscoprire l’Eucaristia, aiuta a riscoprire il nostro essere parte della Chiesa e pure il ministero del sacerdote; aiuta a riscoprire anche l’edificio delle nostre chiese, costruite per ascoltare la Parola di Gesù, per celebrare i sacramenti ed in particolare l’Eucaristia domenicale.

Cosa dice a noi, oggi, questa festa? Dice, che Dio non lascia senza pane i suoi figli, anche se questi figli dicono di non averne la necessità. Egli continua, ostinatamente a donarci, ogni domenica, il Pane di vita eterna. Continua a chiamare uomini al suo servizio nella Chiesa, per farne dei preti, perché donino il Pane del Cielo, ai suoi figli, anche quando credono di potersi nutrire di altri cibi terreni, mondani. Questa è la festa della risposta di Dio all’uomo inquieto, che va cercando altrove la felicità, lontano da Lui.

È la festa del vero corpo di Cristo! Il corpo e il sangue rimandano ad una Persona, non ad un fantasma. Quando il sacerdote ripete le parole di Gesù, egli rimanda ad una Persona in carne ed ossa, che ha così tanto amato il mondo da donarsi a noi per sempre. Nell’ultima cena, Gesù, spezzando il pane, non ha voluto dire “fate finta che questo sia il mio corpo…”; ma “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo”. Il corpo è una realtà vera e concreta, non è una illusione, non è un simbolo. E durante la Messa, il pane nella sua essenza cessa di essere pane, e trova la sua nuova essenza nell’essere il corpo di Cristo.

Le nostre chiese sono il luogo dove possiamo nutrirci di questo Pane che è il Corpo di Cristo; esse sono belle e accoglienti, perché possiamo anche adorare questo Pane, stare con Lui, cercarlo, parlare con Lui, perché la Sua presenza è sempre reale e viva, sull’altare durante la Celebrazione della Messa e anche dopo, custodita nel tabernacolo.

Quel Pane consacrato, che è il Corpo di Cristo, è Gesù stesso: non dimentichiamolo. Quando ci nutriamo di Lui, o quando lo adoriamo nella preghiera, è sempre Lui. E allora, quando il sacerdote alza il Pane e il calice dopo la consacrazione, gli vogliamo dire la preghiera di san Tommaso: “Mio Signore, mio Dio”. In questa preghiera semplice, gli ripetiamo, che senza di Lui non possiamo fare nulla.

dD

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