RIFLESSIONE DEL PARROCO

Ritrovare l’essenzialità della fede cristiana (3)

Dopo la sosta di domenica scorsa, riprendiamo la riflessione sull’essenzialità, poiché in questo tempo di pandemia è davvero un tema importante. Nel terzo millennio, schiacciati da ritmi di vita sempre più stressanti e soprattutto da sovraccarichi che rendono difficile il vivere e il vivere anche la fede, il termine essenzialità può aiutarci a cercare ciò che vale, ciò che importante, per non perdere tempo, energie dietro a ciò che non è essenziale per essere uomini e donne.
Se ne “Il piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupéry emerge il tema dell’essenziale come invisibile agli occhi, è perché da sempre noi cristiani abbiamo ricercato, più dell’esteriorità, il profondo rapporto con Dio, invisibile, ma reale, anche se nascosto agli occhi, ma presente nei nostri cuori.
Ma di quale Dio parliamo? È “essenziale” conoscere bene il suo volto, conoscere i tratti della sua divinità; infatti, se sbagli “dio”, sbagli la tua vita. Per dire di essere cristiani, non basta dire: “Credo in un supremo”, o in un vago “essere superiore”; e neppure basta solo affermare “di credere nel Creatore”. Anche ebrei, musulmani, buddisti, ecc… credono in un Dio così. Il Dio nel quale noi cristiani crediamo è molto di più di solo questo. È “essenziale” capire che Gesù ha speso la sua esistenza per farci conoscere il vero volto di Dio-“Padre”, quel volto di Dio che i giudei non conoscevano, perché riponevano la loro fiducia non in Dio-padre, ma nella osservanza scrupolosa della sua Legge.
Gesù ha ripetuto con insistenza che “non la Legge salva”, ma “il Padre salva noi”, con la Sua potenza, il Suo amore, la Sua misericordia. Se non conosci Dio non puoi amarlo, non puoi parlare di Lui ai tuoi figli, perché non lo conosci. La conoscenza di Dio “per sentito dire”, o “in modo generico” non riscalda il nostro cuore, non profuma come una essenza preziosa la nostra vita.
Ecco allora, che è essenziale riprendere in mano le parole di Gesù (Vangelo) per conoscere questo Dio, perché Egli sia davvero il Padre su cui costruire la nostra relazione di fede, nell’amore e nella preghiera, e da cui saper trarre i fondamenti dello stile di vita su cui costruire le nostre scelte di vita morale.

dD

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