RIFLESSIONE DEL PARROCO

Corsi yoga e cristianesimo

Così come ha dato notizia il Messaggero Veneto di mercoledì 31 gennaio, per venire incontro alla incapacità di concentrazione dei ragazzi, a San Daniele del Friuli le scuole hanno deciso di proporre dei corsi yoga. Così come si può leggere nella circolare del Comune di Basiliano sul “Progetto doposcuola a.s. 2018-2019”, anche nelle scuole primarie del nostro comune si sono attivati questi corsi. Non solo, ma anche a Basagliapenta c’è un centro di spiritualità yoga (in piazza S. Valentino), che fornisce corsi yoga, per adulti e specie per i bimbi (così come si può leggere sulle locandine).
Come pastore di queste comunità cristiane, è mio dovere fare chiarezza sulle conseguenze di queste scelte educative nei confronti dei più piccoli, apparentemente innocue e fatte a “fin di bene”, ma che marchiano per sempre una visione della vita e cambiano radicalmente la prospettiva delle scelte del proprio battesimo cristiano. E in questi tempi di grande disorientamento per i genitori, spesso molto preoccupati per il bene dei loro figli, si rischiano scelte altrettanto confuse se non dannose. Va chiarito subito, che lo yoga non è solo una “tecnica di rilassamento” così come appare, ma una vera e propria spiritualità derivante dall’induismo (guidata da “maestri”), che ha potuto attecchire in Europa, grazie a due problemi, che toccano gli adulti, ma soprattutto le nuove generazioni: lo stress della vita e l’ignoranza di fede dei cristiani. Ci si rivolge oggi a tali metodi per motivi terapeutici, per sanare l’irrequietezza psicologica o il vuoto spirituale di una vita sottoposta al ritmo assillante della società, che spinge a queste scelte sperando di trovare in esse la via della calma interiore e dell’equilibrio psichico.
Le differenze. Esistono delle differenze tra la meditazione cristiana e quella yoga? Esiste una differenza tra il concetto di persona inteso dal cristianesimo e quello inteso dallo yoga? Dio c’entra con lo yoga?
Lo yoga escogita delle tecniche per aiutare l’uomo a non ragionare, a non pensare, a cercare in sè stessi il vuoto liberante. E tutto ciò lo si raggiungerebbe attraverso delle “tecniche” di origine tibetane (Zen) o giapponesi.
Duemila anni di cristianesimo hanno nulla da offrire ai cristiani di oggi? Buttar fuori l’aria mentre si è in una posizione corporea retta a gambe incrociate, può anche far bene, produrre un certo “benessere” fisico. Raggiungere il fine di “non pensare a nulla”, di realizzare il distacco dalle cose può apparire cosa buona. Ma per noi cristiani non è sufficiente, perché non provoca nessun cambiamento di conversione dei costumi o di vita; si tratta solo e sempre di realizzare un processo di autoconcentrazione sul proprio “io”, dove l’individuo è sempre e solo al centro di tutto, e l’altro (anche l’ALTRO che è Dio) viene eliminato dai propri pensieri e dalle proprie scelte di vita perché toglie la pace, la tranquillità. Anche Dio disturba la mia pace. E si può vivere e pregare anche quando è difficile!
Un esempio può servire a comprendere. Se uno sposo è in crisi, e per superare i problemi di coppia sceglie di frequentare i corsi yoga, non sarà certo aiutato a ritornare a casa dal proprio sposo con l’animo di volerlo comprendere e amare, o di realizzare un nuovo tentativo di dialogo con lui; sarà piuttosto aiutato a distaccarsi dal proprio partner e, addirittura dai propri figli, perché essi gli impediscono il raggiungimento del suo benessere individuale, che viene prima e al di sopra di tutto. Da sempre, il cristianesimo propone la cura dell’anima, la cura della propria spiritualità e interiorità.
Il cristianesimo ha i suoi metodi di orazione e di meditazione, che MAI ci allontanano dagli altri o da Dio; MAI vedono l’altro come un ostacolo alla propria realizzazione; MAI considera il mondo come una illusione o una realtà da cui fuggire; MAI il cristianesimo sostituisce l’uomo a Dio e alla sua volontà di amore, pensando che tutto ruoti attorno al proprio ombelico umano; MAI il cristianesimo confonde la persona con il “tutto universale”, ma rispetta la dignità della persona, l’originalità e unicità della propria e altrui persona, senza sovrapposizione o confusione.
Insomma, lo yoga è una tecnica in aperto contrasto con la visione antropologica (visione dell’uomo) e teologica (visione di Dio) del cristianesimo.
La fede cristiana mi chiede di convertire la mia vita riportando la mia attenzione spirituale ai motivi della mia infelicità; mi invita a rimettere ordine nelle mie scelte di amore, mi riporta alla carità. Sì, troppo spesso la mia infelicità nasce dalle mie scelte sbagliate: ho amato più le cose (la mia carriera, i soldi, il potere, l’auto,…) che Dio e le persone affidatemi. Il distacco mentale realizzato attraverso queste tecniche yoga non portano alla conversione, non portano a Dio o all’altro, al massimo cercano un benessere corporeo.
A noi cristiani, Gesù continua a dire: “Amerai il Signore tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tuia mente; e il prossimo come te stesso” (Mt 22, 37-38). A noi, Gesù chiede di curare la nostra relazione con il Padre, con i fratelli, con il creato, riempiendo di una Presenza (Dio) la nostra vita. Per lo yoga, la meditazione è invece pensare al “nulla”. Per noi cristiani, la meditazione è pensare a qualcuno: a Dio, al mio sposo, ai miei figli, ai motivi egoistici della mia infelicità; è pregare per me e per gli altri; la meditazione cristiana produce amore, mai vuoto e distacco dalla realtà.
Lo confesso, anch’io ho alcune tecniche di rilassamento: pregare sul vangelo, pregare il Rosario. In particolare, prego ogni giorno il Rosario per tutti voi e per i vostri problemi, vi affido alla Madonna e a Gesù, e questo mi dà tanta pace. Ve lo consiglio. dD

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